Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <345>
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Gli ebrei nella Repubblica romana del 1798-99 345
I Gli Ebrei non saranno, né dovranno essere sottoposti ad altre imposi* zioni fuòri quelle levate sopra gli altri Cittadini,
II In conseguenza sono proibite tutte le molestie, ed azioni dirette contro di loro per ragioni di imposizioni fuori che per quelle accennate nell'art. I.
I frutti di questa politica ai videro ben presto, sin dalle prime settimane. Gli ebrei abbandonarono il ghetto, specie per quanto riguardava le botteghe; in breve lasso di tempo si vedono gareggiare tra i principali negozianti e banchieri cristiani . " Il loro commercio, libero da ogni pastoia, si dilatò rapidamente, favorito anche dal fatto che le autorità francesi e repubblicane lasciarono ad essi quasi completamente il monopolio delle forniture militari. Altro commercio quasi esclusivamente in loro mani fu quello degli arredi sacri. Presa confidenza con la vita pubblica, la loro fedeltà al nuovo regime fece sì che in breve venissero assegnati ai più vari uffici dell'amministrazione nazio­nale. Tra gli altri, in aprile, sei ebrei, tra cui il noto Coen da Ferrara, furono nominati commissari sovraintendenti alle vendite dei beni confiscati. Un'altra giornata memorabile tanto quanto quella dell'uscita in pubblico del Baraf-fael in divisa da maggiore della Guardia Nazionale, se non di più, fu quella dell'8 luglio 1798, quando Ezechia Morpurgo (del quale si è già parlato a proposito degli ebrei anconetani) fu nominato Tribuno per il Dipartimento del Clitunno, ovvero ad uno dei massimi uffici pubblici del nuovo regime. In quell'occasione un gruppo di popolani sanfedisti tentò di insce­nare una manifestazione di protesta contro il ghetto, che fu impedita dal pronto intervento della Guardia Nazionale. Fallito questo tentativo i clericali ritornarono alla loro tattica normale, consistente ncll'accusare gli ebrei di sacrilegio e di tutti i delitti immaginabili (durante l'estate, trovandosi sovente immagini sacre e altarini stradali profanati, una delle accuse più sovente formulate fu quella di essere loro i promotori di questi danni sacrileghi) 2) e nel minacciarli di terribili rappresaglie. Le memorie del già citato card. Sala ci offrono una interessante documen­tazione dei sentimenti e dei propositi che i clericali nutrivano verso gli ebrei, questa marnata razza , che insolentisce oltre ogni credere, e già uscendo dai recinti del ghetto, comincia ad infestare le contrade della Città.3)
Tra l'altro, insieme a giudizi dettati da evidente incomprensione dei reali termini della questione, come quello che la citata legge dello Champion-net sarebbe stata prova della parzialità de' Francesi verso la Nazione Giu­daica, 4) o ad amenità, come l'affermazione secondo la quale gli ebrei si maneggiarono ad ottenere la Legge relativa all'espulsione dei forestieri, meditando di subentrare nelle botteghe di orzaroli ed altri proventieri, che venissero espulsi, 5* vi si leggono aperti propositi di vendetta: ma forse verrà poi il giorno della vendetta, *) Né alle sole calunnie e minacce si limi-
') Cfr. Dusertation* aopra il commercio. Ir ustm>. e la condotta degli ebrei nello Stato Pontificio, 1826, p. 6.
2) Cfr. G.A. SALA. op. cit.. Ili, n. 28.
3) Idem, p. 39.
) Idem, II, p. 227.
5) Idem, p. 89.
6) Idem, p. 152.