Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <348>
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Renzo De Felice
adone di procurarsi il denaro in ogni modo. Da un doppio foglio volante a stampa della Comunità ai Cittadini della Repubblica romana x) abbiamo anzi notizia di un episodio indicativo a questo proposito. Nella sua affannosa ricerca di fondi l'autorità repubblicana ad un certo momento richiese alla Comunità il pagamento dei frutti arretrati dei luoghi di monte S. Pietro per la privativa dell'affitto dei letti alle soldatesche pontificie; pagamento onerosissimo per il bilancio comunitario che da molti anni neppure l'autorità papale aveva più, reclamato. Col detto foglio volante la Comunità espose dettagliatamente il problema nei suoi precedenti e conseguenze che ne sareb­bero derivate per essa. La Nazione Ebrea dimorante in Roma... erasi pro­posta di non intorbidare la gioia comune tacendo i passati suoi mali, ed aspettando che il tempo, la ragione, e la cura delle autorità costituite, la li­berassero dai pesi iniqui che raggravano... no cittadini: voi oggi non senti­reste la nostra voce, se non ci trovassimo costretti ad opporci ad una indove­rosa richiesta, ed a far vive quelle ragioni, della cui giustizia dovette taci­tamente convenire ristesso detronizzato despota nell'anno 1787 non essendosi fin da quel tempo mai più domandato alla Nazione un pagamento, che a Nome della Repubblica Romana, ora da lei si pretende... Adesso si pretende il pagamento di tutti i frutti decorsi, e si sente fare a nome della Repubblica Romana una richiesta riconosciuta ingiusta nei tempi del più fiero despot i-smo . E concludeva chiedendo la revoca della richiesta, affinchè e nella rigenerazione di Roma, risorga anche la nostra Nazione dal passato avvili­mento... restituendole i suoi sacri diritti di proprietà, animatela ad impiegar le sue forze, le sue attività, e la sua industria per una Patria, che una saggia Costituzione rende madre comune di tutti gli uomini onesti . La protesta fu accolta: la reciproca comprensione, la buona volontà, l'essere tra individui eguali, e non in una condizione di subordinazione giuridica e morale, permise di risolvere per il meglio questa controversia e le altre difficoltà che si presen­tarono di volta in volta. Così, a metà dell'aprile 1798, dovendosi affrettare la consegna degli oggetti di vestiario per la truppa, fu mandata la Guardia Nazionale anche in ghetto a requisire i sarti e le sarte per completare il lavoro, nonostante fosse festa per gli ebrei. Per evitare ciò i capi della Comunità si recarono dall'autorità interessata, e, impegnandosi a far consegnare il lavoro per la data richiesta, ottennero che la giornata festiva non fosse turbata. 2) Ugualmente dopo la cacciata dei Napoletani, alla fine del 1798, anche certi ebrei furono sottoposti alla contribuzione di 100 mila scudi, su coloro che avevano avuto rapporti con i nemici della Repubblica; l'intervento della Comunità presso i Consoli e il Ministro delle Finanze 3' valse ad ottenere la revoca dell'ingiusto provvedimento.
Se fa pronto a riconoscere le buone ragioni degli ebrei, il governo repub­blicano fu altrettanto pronto ad intervenire con tutta la sua forza quando degli ebrei vennero meno all'osservanza delle leggi e ai loro doveri di citta­dini. Cosi, quando anche degli ebrei si diedero alla speculazione sulle cedole e sogli assegnati, all'aggiotaggio (il Sala narra che arrivassero a pretendere 7 paoli per 1 scudo di moneta di rame) ') il governo intervenne con decisione
J) Cfr. A. C I. R.
2) Cfr. Q. A. SALA, op. eit., I, p. 146.
Ofjk J'.CwJ;tk I*ttcr ai Colinoli e al Millilitro delle Finanze del 21 gemale anno 7.