Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
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1953
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Gli ebrei nella Repubblica romatuTdel 1798-99 349
e senza scrupoli politici. Alcuni presunti aggiotatori furono arrestati (nello archivio della Comunità Romana si trova a questo proposito una richiesta, senza data, per il rilascio di Giuseppe Zevi, Emanuele Piperno, Angelo Samuele di Capua e Tranquillo de Rossi), ma continuando quella piaga ad affliggere la vita romana, il 6 piovoso VII la Guardia Nazionale fece un'irruzione in ghetto perquisendo case e botteghe ed arrestando rei e sospetti. L'operazione, a quanto risulta, non dovette essere condotta dai militari con molta benevolenza; a molti il tradizionale odio del popolino romano contro gli ebrei deve aver preso la mano. Una protesta della Comunità del giorno 8 2) ci fornisce una serie di particolari poco edificanti, ed, anche ammettendo una certa esagerazione nell'esposizione dei fatti che vi si trova ( ...Cosa non dissero li soldati nazionali, agli Ebrei, cosa non fecero a questo avvilito e denudato popolo, senza riguardo di persona a persona, senza principio di umanità bensì come le bestie, botte di fucili per proprio genio, baionette alla gola, correre quella felicissima truppa per le case. Aprire quelle credenze e comodini, che trovavano, pigliare per forza cosa vedevano, entrare nelle diverse botteghe, gettare in terra le robbe ed esaminare come tanti grassatori i poveri negozianti, pigliarsi quello che trovavano senza pietà e senza ragione, e ben percossi se ardivano parlare, o alzare gli occhi da terra...), ci si può ad essa attenere, in linea di massima, dato che fu accolta dall'autorità, che, con rescritto del 21 dello stesso mese, provvide al risarcimento dei danni provocati dalla truppa in tale occasione, e che i singoli ebrei danneggiati avevano elencati in singole memorie accluse alla protesta generale della Comunità. Questa protesta, oltre che per la suddetta narrazione degli avvenimenti e per l'esplicito riconoscimento dell'aver alcuni ebrei speculato sulle difficoltà economiche nelle quali si dibatteva la Repubblica, ha un particolare interesse come documento dell'evoluzione psicologica, spirituale degli ebrei nel breve giro di un anno dalla liberazione. Il linguaggio usato è prova dell'ormai scomparso sentimento d'inferiorità, della partecipazione naturale alle idee democratiche e si potrebbe persin dire della coscienza del proprio peso nella vita politica della Repubblica. Non altrimenti si possono interpretare frasi come queste: ... Ma a che serve la Democrazia, la Rigenerazione, se li Aristocratici Romani sono tali e tanti che per provarne la verità basta, che vi sia un ordine contro li trasgressori Ebrei per qualche contravvenzione alla vegliarne legge, per trattarli tutti di una tinta, massacrarli, strapazzarli, infamarli, satollarsene le mani e la bocca... Bella Libertà! Che piacevole Eguaglianza! che Amorosa fratellanza, bravi Aristocratici Romani, non sono ancora sazi di vedere impoverito un Popolo il più industrioso e il più fedele all'Autorità Costituita....
Nonostante la gravezza dei contributi ordinari e straordinari ai quali gli ebrei romani furono sottomessi nel 1798-99 dalle autorità della Repubblica e dagli eserciti francese e napoletano (vedi oltre), nel nuovo clima di libertà la loro condizione economica migliorò sensibilmente. A parte le varie attività commerciali ed artigiane tradizionali, tutta la gamma dei traffici fu praticata
1) Cfr. G. A. SALA, ap. cU., I, p. 121.
*) Cfr. A. C. I. R., Memoria al citt. Martelli, minÌBtro di Giustina e Polizia, dcll'8 piovoso 7.