Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno <1918>   pagina <166>
immagine non disponibile

166
E. Giaracà
pittato : né si retrocesse. Una mano di giovani di cuore si proposero rialzare lo spirito pubblico, alquanto sospeso per la repentina muta­zione. Si corse per le vie al solito grido di libertà, suonavano a stormo le campane, osammo presentarci in faccia ai quartieri invitando i sol­dati ad uscire, a tornare fratelli: ma essi ci volgevano le spalle, sog­ghignavano della nostra resistenza. Soli adunque ed inermi, il peri­colo raddoppiava la nostra energia, risoluti ad uscire una volta da uno stato d'incertezza. Un battaglione di Guardia nazionale catanese, il fiore della più animosa gioventù, a capo il Casalotto comandante, giunto la sera innanzi e alloggiato in uno dei conventi, fuori le mura, alla voce del nostro pericolo fremeva impaziente d'indugi, avido di venire in nostro soccorso. Generosi fratelli! Al richiamo del nostro Governatore avevano sollecitamente lasciato i loro alberghi ed erano corsi a dividere con noi pericoli e fatiche.
Tra la sollevazione del popolo e l'ammutinamento della truppa, nel cimento d'uno spaventevole eccidio, il generale Lo C'ascio, in­certo e tremante anch'egli, convocava precipitosamente il Consiglio di difesa ; v'interveniva il governatore Lanza, già venuto da Floridia nei giorni dello affratellamento della truppa; v'intervenivano altri cittadini tra i quali è debito di giustizia nominare l'abate Emilio 6u-fardeci, che in quei momenti supremi spiegò la massima energia perchè non Muggisse un'occasione si bella da liberare al tutto la patria sua. Un caldo dibattimenlo ebbe luogo in quella raunanza, se non che la posizione di ambe le parti tiro va vasi in pericolo uguale. Da un lato un popolo in piena sommossa, dall'altro soldati senza disciplina, fuori cinquecento Catanesi che chiedevano risolutamente l'adito in città. Negli incerti pareri prevalse la parola del Buiardeci, la quale, tron­cando i varii partiti, mostrò non rimanere altro scampo se non una pronta capitolazione per la quale lasciassero . -regi la piazza, e pro­fittando del vapore e di altri legni siracusani da apprestarsi dal GKK vernatore stesso partissero sul momento tulti. Accettossi il partito e sul momento il Bufardeci dettò quella convenzione che onorò lui, e salvò la patria da Sera carneficina.1 11 successo di quel convegno fu
! 4 Attesa la condissi ono politica di qnoata Piuma tanto in rapporto alla popolare esaltazione, quanto porlonuùTO pUrteoppo. importo del continente, volendo tosai lo impegno di una lotta fratricida o mal sicuri delle intenzioni di taluni soldati ;
4 Noi Cav. D. Ferdinando Lo Guscio, comandante questa ptajoa e Oav. D. Buf­fitele Iianaa, governatore di qneato Dteetto. atomo nello interesse umanitario e civile convenuti nel seguenti: igniti :
IL generale ÌJO Òoscio.si.obbliga oggi stesso rilusolarequesta piasau, Incen­dono foro legale consegna dal slg. Cav. Di Giuseppe Oolapal, colonnello di arti*