Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <353>
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Gli ebrei nella Repubblica romana del 1798-99 353
Chiaro gli è dunque che, fra le incivilite moderne nazioni, non ha più stupida ne più ignorante, né più superstiziosa gente di loro.. ') che pur sono avidissimi di pecunia. 2)
Per cui conclude affermando: Ebrei men che atti, e con sommo danno loro, a poter pienamente partecipare alle libere governazioni dell'età pre­sente . " Senza dire dei buffi, frutti del connubio tra il suo giacobinismo astratto e dogmatico e l'antisemitismo, per cui gli ebrei diventano il pila­stro dell'assolutismo e della tirannide, perchè disposti a prestar denaro ai governi indebitati. *)
Nonostante l'assenza di conseguenze politiche pratiche di questi stati d'animo e di questi ben precisi e gravi atteggiamenti, ho stimato necessario dilungarmici. perchè essi dimostrano come certi pregiudizi tradizionali e affer­mazioni avventate avessero a maggior ragione un peso determinante sullo orientamento delle masse popolari.
Per concludere si può affermare che gli ebrei furono uno degli elementi della popolazione dell'ex Stato pontificio più legati alla Repubblica romana. La loro partecipazione alla vita pubblica di quei due anni non fu, nella mag­gioranza dei casi, dettata da motivi affaristici, di lucro: nonostante il processo di assimilazione fosse ai suoi inizi e anche da parte israelita giocassero forti pregiudizi, essi cominciarono a sentirsi allora per la prima volta veramente parte del popolo romano. Alla cui vita presero parte in ogni forma, anche in quelle, come la partecipazione alle feste popolari,s) apparentemente meno sostanziali, ma che sono indice del rompersi di una mentalità plurise­colare e del crearsi di una nuova. Ugualmente, indice di questa nuova menta­lità furono i matrimoni misti che incominciarono a celebrarsi in questo tempo. Diedero il via le famiglie più. cospicue ed avanzate (il primo fu probabilmente quello del commissario Coen con la figlia del medico ispano-americano Albi-tes, sotto l'antico regime laico gesuita), seguirono poi lentamente gli altri strati sociali. Si devono registrare anche alcune conversioni al giudaismo, soprattutto tra donne, 6) trattenendo probabilmente la pratica della circon­cisione gli uomini. Motivo di esse fu probabilmente una qual forma di reazione all'ateismo che incominciava a serpeggiare e al cattolicesimo screditato dai suoi ministri.
Si può affermare dunque senza tema di errore che l'emancipazione otte­nuta sotto la Repubblica romana mise decisamente gli ebrei romani sulla via dell'assimilazione, dell'italianizzazione.
Che per i clericali ciò fosse da considerarsi delitto capitale è a sua volta dimostrato, se ve ne fosse bisogno, da come essi si comportarono quando soffocarono con le armi di mezza Europa (turchi, russi, austriaci, inglesi, napoletani e banditi vari) la Repubblica.
Già nel novembre-dicembre del 1798, durante la prima brevissima occupazione di Roma da parte dei borbonici, gli ebrei subirono angherie: la
1) Idm, V- 321'
2) Idem, v- 316.
3) Idem. p. 320. *) lem, i>. 43,,
5) Cc G. A. SALA, op. cit., II, p. 168.
6) Gfr. A. GAIJMBERTI. ma. ctL, ali data dal 10 luglio 1798.