Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <354>
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354 Renzo De Felice
plebe sanfedista scatenata assalì il ghetto, abbàttè l'albero della libertà elu­vi era stato eretto e solo per l'intervento della truppa desistette dai suoi propositi incendiari. *' Penna non potrà giammai scrivere cosa sia stato in un solo istante; con queste parole ha inizio una narrazione dell'occupa­zione conservata nell'archivio della Comunità romana in data 23 dicembre 1798. Il governo provvisorio, con Editto del 1 dicembre 1798, definì questi atti molestie dovute ad eccessivo zelo e, molto blandamente annunciò provvedimenti contro futuri perturbatori della pubblica quiete. Natu­ralmente le aggressioni e i saccheggi non cessarono, anzi il Re di Napoli (che aveva intanto ripristinato tutti gli antichi divieti e restrizioni) fu tempestato di suppliche popolari contro gli ebrei. I capi della rivolta del febbraio, tor­nati sotto la protezione delle baionette napoletane, si mostrarono i più fana­tici persecutori degli ebrei; particolarmente si distinse per la sua crudeltà il pescivendolo Cimarra (sulla cui testa, cacciati i napoletani, la Comunità mise, per i suoi delitti, una taglia di 200 scudi, pei cui, a restaurazione defini­tiva avvenuta, alcuni famosi giacobini ebrei furono processati dalle autorità papali). L'archivio della Comunità romana offre un'ampia documentazione di alcuni episodi dei quali fu protagonista il Cimarra a Roma e fuori. Occu­pata VéUetxi, dalla notte del 26 novembre a tutto il 28, si registrò una vera caccia all'ebreo da parte del popolaccio condotto dal Cimarra: le case, i magazzini degli ebrei, particolarmente quelli di Tranquillo Volterra e dello AseareHi, furono messi a sacco. Forti contribuzioni furono esatte in quei diciassette giorni: oltre alle contribuzioni in natura, alla sola armata napo­letana gli ebrei dovettero versare un contributo del 5 sui beni dei templi e del 2 su quelli di tutti i privati. In totale la Comunità in quanto tale e i singoli dovettero pagare in denaro ed in natura 45.093 scudi;2) all'incirca la stessa somma che fu pagata dal febbraio 1798 al settembre 1799 all'autorità francese...
E secondo loro i clericali affermarono essersi comportati moderatamente. Nell'aprile del 1799 ricordando i succitati fatti, il card. Sala scrìveva che li Trasteverini fremono di sdegno, e se mai accadesse un rovescio, non use­rebbero più. certamente verso il ghetto quella moderazione, che usarono in passato. 3) Che queste non fossero minacce di esaltati, senza peso, è dimostrato dai massacri di ebrei compiuti nelle località periferiche della Repubblica cadute nelle mani degli alleati, *) dalle lettere del card. Ruffo
i) Cfr. G. A, SALA, op. cit-, li, p. 234.
3) Cfr. A.C L li., Nota delle contribuzioni ecc. *) Cfr. G. A. SAIA, op, cit.. Ili, p. 11.
4) Cfr. EnarazioM di guanto è accaduto in Sinigagliu noli'invasione dei Turchi e Russi-, pubblicata in Ancona, ed a Spoleto presso il citt. Bossi Domenico, stampatore repubblicano, anno ?.:... Non è possibile immaginare quanto fosse abbondante la ciurma dei Cnntrabundieri, dei Sbirci, dei Villani e della Plebaglia confusa con le truppe di Mare. Queste orde allaga­rono in un momento le citta tutta. Questi scellerati dopo aver fatto un piccolo giro pur tutte le strade urlando e facendo fuoco per incuterò timore si scagliò immediatamente contro il Ghetto. Non vi èidea di un sacco pio spaventoso. L'ingordigia di tanta sfrenata canaglia nulla salvò. Tatto ciò ebe vi era di pruinoso, fu sull'istante proda dei Turchi, dei Russi e del capi degli Insorgenti. Tatto quello che poteva esservi di nascosto fu dai Contadini, dai Marinai e dai Facchini della Città con la sciabola, e col coltello alla mano fatto por fuori, nò fu possibile agli Ebrei di tener nascosta la piò piccola cosa; né bastò ad ideimi la manifestazione dei loro segreti per salvare la vita: le donnicciole, e la canaglia della strade, e del borghi non volle