Rassegna storica del Risorgimento

1846-1847 ; LEGA DOGANALE ; PIO IX
anno <1953>   pagina <358>
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358 Guido Quazza
Gentili, dello Spellanzon, del Pirri e del Demarco, i più diligenti studiosi di questo tema. La Gentili, com'è noto, fa nascere l'iniziativa di Pio XX da una Congregazione cardinalizia tenutasi l'8 luglio 1847 e senz'altro attribui­sce al progetto della lega il carattere d'una preparazione in sede economica del pia vasto disegno d'una lega politica. Gli assertori più coraggiosi del generoso proposito sarebbero stati, contro le diffidenze di molti cardinali e prelati, cinque ecclesiastici: il confessore abate Giuseppe Maria Graziosi, il cardinale Gabriele Ferretti, Giacomo Antonelli, monsignor Monchini e monsignor Giovanni Corboli-Bussi. Oltre a questi, Gioachino Ventura, la coi candidatura a consigliere in materia, tuttavia, già la Gentili pone in dubbio. I fatti di Roma e di Ferrara della metà dello stesso mese di luglio avrebbero offerto l'occasione decisiva all'inizio dei passi presso Firenze e Torino. ''
Già lo Spellanzon tentò di scoprire induttivamente quale dei sei nomi­nati dalla Gentili fosse il vero suggeritore di Pio IX e restrinse la rosa a tre nomi: quelli del Graziosi, antico maestro e attuale confessore del Papa, del padre Ventura, il quale aveva modo e occasione di avvicinarlo e di mani­festargli i suoi pensieri, e del Corboli-Bussi, tuttora il consigliere più fidato e apprezzato di lui. Lo storico del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, poi, formula l'ipotesi che, con tutta verosimiglianza, il consiglio fn dato dal Corboli-Bussi, il quale aveva un intelletto lucido e squisitamente politico, e al quale fu poi data la missione di realizzare questo arduo disegno; laddove il P. Ventura era tenuto dal Papa in conto d'una mente esaltata, e il Graziosi era migliore teologo che non uomo politico . 2) Quanto ai motivi, essi sareb­bero stati principalmente economico-finanziari.
Secondo il Pirri, invece, fu un Cardinale non nominato , che, in una sessione della Speciale Congregazione di Stato tenuta il 26 agosto 1846, discutendosi il gravissimo problema finanziario, accennò per primo alla e utilità di una Lega doganale in Italia simile a quella di Germania. Pio IX avrebbe affermato il concetto e, con la collaborazione del Corboli-Bussi e del Monchini, l'avrebbe posto sulla via della realizzazione. Inoltre, se­condo lo studioso gesuita, lo Spellanzon errerebbe nel vedere nella lega doga­nale di Pio IX una semplice speculazione di ordine economico e finanziario, quando le istruzioni del Ferretti al Corboli-Bussi parlano esplicitamente a di insinuare la conversazione della iniziativa da finanziaria in politica. 9)
Infine, il Demarco si limita ad accennare alla paternità generica del Balbo, del Petitti, del Serrìstori, del Rocchi e del Cobden, senza indagare
1) F GKNTIU. / preliminari della lega doganale e il protesoriere Morieliini, in Rassegna storica del Risorgimento, luglio-agosto 1914, p. 563 e segg.
*) C. SPKM.ANZOJV, Storia del Risorgimento e dell* Unità d'Italia, Mi In no 1936, 111, p. 250.
8) p. Prnm, La missione di Mone. Corboli-Bussi in Lombardia a la crisi della politica italiana di Pio IX aprila 1848, in Rivista di Storia della Chiesa in Italia, gennaio-aprile 1947, p. 38 e segg. Peccato dio 0 Pirri non ci dia il testo del verbale del 26 agosto 1846 di cui parlo. Quanto all'appunto fatto olio Spellanzon, esso ò Bolo in parte giustificato, poiché a p. 268 del HI voi., giA cit, quésto studiolo affé mi a anche che il messaggero del disegno papale non aveva la manta rivolta soltanto ai benefici economici e finanziari della Lega, egli mirava anche a conseguire un risultato politico di carattere nazionale). In realtà, come risulta dal presente studio, mi pare si elimini ogni vero contraddizione fra le due test so si tien conto che la genesi del progetto doganale fu, prima dell'occupazione di Ferrara, economica, o dopo si inquadro progressivamente In una sempre pia attuale prospettiva politica.