Rassegna storica del Risorgimento

1846-1847 ; LEGA DOGANALE ; PIO IX
anno <1953>   pagina <359>
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Sull'origine della proposta di Pio IX, ecc. 359
attraverso quali consiglieri più diretti il Pontefice abbia fatta sua l'idea della unione. Tuttavia egli ritiene senz'altro che le ragioni dell'iniziativa della Lega erano di ordine politico ed economico . 9 M
Nessuna indicazione precisa e documentata, quindi, intorno all'autore o agli autori diretti, in sede governativa, della proposta pontificia espressa poi nella missione del Corboli; e due opposti pareri intorno alla portata della iniziativa stessa.
Le lettere degli inviati sardi a Roma, Broglia e Pareto, permettono di trovar la chiave del doppio problema, e Io permettono proprio in quanto identificano la tesi economica con la genesi e la fase originaria del passo di Pio IX, genesi e fase che soltanto gli eventi del luglio inseriranno in nuove esigenze politiche . Infatti risulta dalle suddette testimonianze che l'idea di portare sul terreno diplomatico il problema della lega doganale fu sostenuto dall'amministratore delle finanze papali, il tesoriere Antonelli, ed ebbe quindi a movente la preoccupazione, che principalmente assillava costui, cioè la necessità urgentissima di avviare a risoluzione il grave problema del bilancio. Gli avvenimenti nazionali e internazionali, poi, così come il maturare della opi­nione pubblica italiana, concorsero, dopo l'occupazione austriaca di Ferrara, a dar respiro più. ampio e prospettive più ardite, cioè politiche, a tutto il pro­gramma, ponendo imperiosamente anche l'urgenza d'una alleanza difensiva.
Queste le linee evolutive del discusso progetto doganale, e ne appare risolto in modo assai più. persuasivo il dubbio, che investe tutta la politica riformatrice di Pio IX, sull'effettiva volontà e consapevolezza progressi­sta del Papa neoguelfo. Volontà e consapevolezza limitate dapprima, non sembra dubitabile ai problemi economici interni e alla buona concordia nazionale, ma che gli eventi forzarono e, per così dire, travolsero nell'esal­tazione patriottica generale, preparando per tante e così generose illusioni il brusco risveglio e il doloroso crollo del 1848 e del 1849. 2)
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Sulla gravità della situazione finanziaria dello Stato pontificio all'avvento di Pio IX non possono esistere discussioni, tanto essa appare evidente a tutti i contemporanei e anche agli storici. Non insistiamo pertanto nel documen­tarla e ci limitiamo a rinviare a quanto si conosce (anche se non adatto esauriente) sull'argomento.3)
Ci basterà ricordare che, dopo una decennale non brillante gestione finanziaria di Mona. Tosti, il 31 dicembre 1844 era stato assunto alla carica di tesoriere Mona. Giacomo Antonelli, il quale la doveva tenere fino all'agosto 1847. I moti del 1831, l'occupazione austriaca delle Romagnc, il disordine
D D. DEMARCO, Pio IX e la rivoluzione romana del IMI!, Modena 1947, pp. 36-37.
2) Gir., su questo punto, anche il Pirrl (op. cit., 38 o Begg.), e il testo dei Pensieri ro/n-livi ttlVAmminiatrasimuì pubblica dello Stalo pontijUio, 1Ù45 del futuro Pio IX, in Aevum, genn.-febbr. 1953, pp. 40-46, edito da G. SORANZO, ohe rivela chiaramente la contraddit­torietà e i limiti del pensiero riformatore del successore di Gregorio XVI.
3) D. DEMARCO, op. cit., p. 18 e segg.; poi precedenti cfr. pare gli studi del QUACQUA-flEua, in Annali di Scienze Politielte, Pavia a. XIII, vi, XIII, e Rivista italiana di sciente econo-miche, agosto 1940, e l'altra opera del DEMARCO, // tramonto dello Stalo pontifichi. Il papato di Gregorio XVI, Torino 1949, spec. p. 144 e segg. I dati strila situazione finanziaria pontificia sono tuttavia da studiare con maggior precisione e completezza.