Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno <1918>   pagina <167>
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Lo sgombro delle truppa borboniche da Siracusa nel 1860 lffì
accollo con giubilo da tutti, non meno dai soldati ai quali la voce del colonnello Galluppi persuase che niuna speranza rimaneva loro, giacché sfasciato era il Governo pel quale volevano inutilmente spargere, il sangue dei cittadini. Allora si disposero alla partenza; questa voce fu un'opportuna diversione alla loro smania di agire; successe una pressa, una faccenda. Furono adibiti i legni si reputarono sufficienti a contenere tremila uomini, ed ecco il dopopranzo, alla spicciolata, uscivano dai quartieri le compagnie, abbandonavano le forti posizioni, lasciavano i post correvano alla marina ad imbarcarsi.
La loro partenza parea fuga, la loro sollecitudine terrore. Leg-gevasi 1' avvilimento nei loro volti, e noi, spettatori della loro scom­posta partenza, non potevamo capacitarci che tanti uomini armati corressero con tanta pressa come fossero inseguiti, senza che nemici con armi li caricassero. Eia il trionfo dell' opinione, era la voce della Giustizia che li scoraggiava e li cacciava. La loro stessa licenza, la insubordinazione stessa tornava a loro svantaggio, tanto è vero che il disordine e 1' anarchia sia di popolo, sia di milizia, precipita e si disperde sotto la sua stessa furia dissolvitrice. Appena ragù nati o accozzati alla marina occupavano i loro posti, ed entrava intanto la Guardia catenese tra le acclamazioni del popolo, più cordiali questa volta, e certo più confidenti. Imbarcavansi la notte stessa : ma i legni non bastarono a tanta moltitudine. Dolevansi quasi d' un inganno, e indarno proponeasi che ne partisse una metà, e V altra attendesse il ritorno delle stesse navi Preferirono rimanersi tutti col Generale istesso finché altri legni bastassero a tutti. Gìttati alla rinfusa alla marina sottentrava il pentimento, osavano chiedere l'entrata in città, ma chiuse le porte si avvidero che oramai cangiata era la loro posi­zione, e doveano star lì a rodere quel freno stesso che per tre mesi aveano imposto a noi, a patire quegli stessi disagi che una popola­zione intera aveva sofferto per la loro ostinatezza.
Nondimeno dimentica oramai del corso pericolo, vedendoli in quella condizione stendea loro generosamente la mano e provvedeali
gllerio por la porte del materiato delle armi e dall'egregio sig. Giuseppe Angelotti. direttore del Genio por qnollo del materiale di esso corpo;
E il Big. Governatore Èiansfli dichiara essere pienamente soddisfatto di si onorevole risoluzione e si, obbliga prestare alla gnarnigione tutti i mezzi di trasporto per Ifnpoli, non che a tutti coloro ohe resteranno provvisoriamente in questa citta per affari di servizio.
IH, fede di ohe ci. siamo sottoscritti nel presente otto in doppio originale.
Ferdinando Lo Ciiwfa Gen. Oom. Raffaele La usa, Governatore >.