Rassegna storica del Risorgimento

1846-1847 ; LEGA DOGANALE ; PIO IX
anno <1953>   pagina <361>
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Sull'origine della proposta di Pio JX, ecc. 361
L'8 ottobre 1846 il ministro sardo aveva incaricato il Broglia di inter­pellare il Segretario di Stato card. Gizzi in merito all'adozione degli articoli del trattato di commercio che si è progettato colla S. Sede e all'opinione nutrita a Roina sull'utilità di stipularli. A Torino, aveva aggiunto il Solaro, essi erano considerati accettabili pressocchè integralmente, cosicché, allor­quando simili sieno pure le disposizioni di cotesto pontificio Governo a tale riguardo, nulla più resterebbe che ad. occuparsi della definitiva conclusione di questo importante affare . *) Il Gizzi non era stato in grado ancora, il 27 ottobre, di riferire sul risultato dell'esame degli articoli affidato ai dicasteri competenti, a) ma già erano trapelate le voci di negoziati fra Roma e Napoli su un argomento analogo, cioè su un trattato di commercio fra i due Stati. Di questo il Solaro si era stupito, tanto più che era responsabile il governo pontificio, se le trattative, a cui Carlo Alberto aveva aderito .con premura dinanzi alle istanze di cotesto governo , ristagnavano. 3l) E se ne era lamentato col Nunzio Antonucci, pregandolo di dimostrare al Gizzi la convenienza di dover prima conchiudere con noi tale trat­tato ed in pari tempo di non dare ad altri la preferenza . *) Ma anche il nuovo ambasciatore sardo a Roma, il marchese Domenico Pareto, invano aveva sollecitato il Segretario di Stato fin dal suo primo arrivo allo scadere del 1846.3>
E nell'udienza del 2 gennaio 1847 che per la prima volta il Pareto ha modo di sondare meglio il pensiero della Corte papale e del Pontefice stesso in merito ai temi generali e, anzi, di trarne ammissioni preziose. Infatti, Pio IX dichiara esplicitamente, contro coloro che vedono mal volentieri ch'io faccia delle innovazioni: se con la voce ch'io voglia mettermi alla testa d'una lega italiana essi intendono ch'io desideri che le Potenze ita­liane siano tra di loro perfettamente d'accordo, non la pensano male, e questo mio vivissimo desiderio dovrebbe essere diviso del pari da tutti i sovrani d'Italia. Inoltre, ed è anche sintomatico, il Pontefice aggiunge che presto faxa ricorso a Carlo Alberto, non già per soccorsi di truppe od altre cose consimili, ma bensì per certe mie idee, di cui non potrei per ora farlene ancora cenno. 6)
Appare evidente da questo colloquio che stanno maturando nuovi piani nella Curia pontificia. Si tratta forse degli sviluppi delle discussioni tenutesi nell'estate 1846 in seno alla Congregazione cardinalizia citata dal Pirri. Comunque, si collega a questo l'importantissima dichiarazione dello Antonella al Pareto sulla lega doganale, espressa proprio in quegli stessi giorni.
Il 6 gennaio, dopo esser stato assicurato dal Gizzi intorno alla prossima conclusione del trattato di commercio, a cui mirava la e precisa intenzione del S. Padre contro le lungaggini della macchina ministeriale romana,
I) Solaro al Broglio, Torino. 8 ottobre 1846, Copialettere, n. 4828. 2> Broglio, 27 ottobre 1846, . 2544, e 31 ottobre 1846, n. 2546. 3) Broglia, S novembre, no. 2549 e 2553, Leti. min. Roma, b. 348. *) Solaro. 30 novembre 1846.
") Pareto, 25 dicembre 1846, n. 1, ancora in Lctt. min. Roma, b. 348. tì) Pareto, 3 gennaio 1847, n. 6, Leu. Min- Roma, b. 349.