Rassegna storica del Risorgimento

1846-1847 ; LEGA DOGANALE ; PIO IX
anno <1953>   pagina <370>
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370 Guido Quasza
Le convinzioni dell' ex-Tesoriere, più volte espresse al Pareto e (come tutto lascia credere) sostenute e patrocinate in seno agli organi governativi romani, raggiungono finalmente il loro appagamento e troveranno ben presto, il 3 novembre dell'anno in corso, una prima, sia pur precaria, attuazione nei notissimi preliminari di Torino.
Non è mio compito affrontare tutto il tema delle trattative per la lega doganale, né quello della lega politica, su cui rimando ai noti stadi già esi­stenti. Mi basta aver apportato, con queste note, nuovi elementi intorno alla genesi della proposta di Pio IX.
I dubbi e le incertezze di tutti gli studiosi, che se ne occuparono fin qui, mi paiono sufficientemente risolti con l'aver dimostrato che l'Antonelli fu, se non l'autore primo, certo il massimo assertore dell'unione doganale e quindi l'inspiratore, presso Pio IX e la Corte papale, dell'iniziativa diploma­tica sviluppata e conclusa con la missione del CorboliBussi. Inoltre, i con­trasti fra la tesi della natura economicofinanziaria e quella della sostanza politica del progetto pontificio mi sembrano superati, quando si consideri, come qui è documentato, la successiva modificazione e sovrapposizione dei moventi: prima dell'occupazione austriaca di Ferrara, la preoccupazione assillante del dissesto finanziario; poi, anche e forse più, l'esigenza della difesa politica e militare.
GUIDO QUAZZA