Rassegna storica del Risorgimento
LUCCHESINI GEROLAMO
anno
<
1953
>
pagina
<
406
>
DUE LETTERE INEDITE DEL MARCHESE GIROLAMO LUCCHESINI CONFIDENTE DI FEDERICO IL GRANDE
Hon. ostante i molteplici studi parziali, alcuni pei altro assai notevoli, manca anche oggi una esatta e completa valutazione dell'opera di Girolamo Lucchesini (17511825). Tale infatti non, può dirsi neppure il volume pubblicato nel 1934 da Giovacchino von Kiirembcrg,l) anche se questo ha il merito di avere chiarito alcuni lati oscuri della biografìa del personaggio che, entrato nel 1780 al servizio del Re di Prussia Federico il Grande, riusci a cattivarsi la stima e la fiducia del Sovrano, il quale così si esprimeva con il Principe di Ligne nei riguardi del suo bibliotecario: un uomo pieno di tatto e saggio, che sa ascoltare ciò che uno stupido non sa mai. Egli sa animare ogni conversazione senza adulare rendendola col suo spirito tanto piacevole quanto è possibile.
La carriera politica vera e propria di Girolamo Lucchesini, facilitata indubbiamente dal suo matrimonio con la Contessa Carlotta von Tarrach e dalla protezione accordatagli dal cognato Giovanni Rodolfo von BischofF-werder, confidente del successore di Federico il Grande, ebbe inizio solo nel 1787 allorché il nuovo Sovrano Federico Guglielmo II gli affidò la missione di procurare a Magonza ed a Roma la nomina del Barone Carlo von Dalberg a Coadiutore dell'Arcivescovo Elettore di Magonza, nomina desiderata molto dalla Prussia in vista della prossima vacanza al trono imperiale. Rientrato nella patria adottiva con la reputazione di diplomatico di non comune abilità per avere superato a Roma tutte le non lievi difficoltà, fu dapprima, su richiesta dell'Imperatrice Caterina II, inviato in Russia (1788), senza però andare oltre Varsavia, quindi partecipò (1790) ai Congressi di Reicbenbach dove, firmando con il negoziatore austriaco Spielman quella convenzione che vietava all'Austria ogni ingrandimento territoriale anche a spese della Turchia, ebbe a disfare l'alleanza polaccoprussiana, diretta appunto contro l'Imperatore che era riuscito a concludere con tanta facilità durante il soggiorno di Varsavia; e di Sistowa, dove fu concluso, con l'assistenza della Prussia, Inghilterra ed Olanda, la pace tra la Russia e la Turchia (1794), 2) mentre la sua ambasciata a Vienna (1793), impopolare fin dal suo arrivo nella
0 Dtt letxle Verlraute Friedrichs dee Grossen Marchese Lttccliesini. Berlino, Universìtas, 1934. Dì questo libro estate ima traduzione italiana, fatta nelle grigie ore del 1944 dnll'ow. Mario Monaco, Consigliere di Corte d'Appello e Presidente della Corte di Assise di Lucca, ma rimasta fino ad oggi inedita, non ostante ì pregi linguistici ohe ella offre; mi e grato anzi esprimere pubblicamente all'Autore le mio vive astoni di grazie per avermela concessa in lettura. Prima dei von KOremoerg si erano occupati del Lucchesini : A. REUMONT, Girolamo Lucchesini, in Archivio Storico Italiano, Serio TV. Tomo XII, disp. V*pp. 206-220; N. M. GAMPQMETJ, Discorsi di Federico IT di Prussia. Diario del Marchese Girolamo Lucchesini, in Rivista militare italiano, tu 1911, ai quali rimando per la bibliografia precedente.
?) P. MARMOXTAN, Jerome Lucchesini à Romei on Potogne et à Sistotva 1786-1792, in .Retine HìMtariqne, a. 1908. Allo stesso devesi anche Poltro lavoro sul L.; La mistion de J. de Lucchesini à Parie en 1811, IbidL, tome CXXX (1919).