Rassegna storica del Risorgimento
LUCCHESINI GEROLAMO
anno
<
1953
>
pagina
<
408
>
408
Domenico Corsi
Quello che invece non era noto prima delle ricerche del von Kiirembcrg è il seguito* come cioè il Lucchesini, tornato in Italia, accettando la carica di Gran Maresciallo della corte dei Principi di Lucca e Piombino, conferitagli ufficialmente il 3 gennaio 1809, avesse potuto adattarsi a raccogliere le briciole cadute dalla tavola dei Napoleonidi, per usare una espressione del Lazzarc-schi, sempre preciso ed informato in ciò che riguarda la storia di Lucca. 2*
La verità è ben diversa, ed a commento della seconda lettera che pubblichiamo piace riferire le parole stesse dell'autore tedesco nell'agile traduzione fatta dal dott. Mario Monaco. Mentre infatti il Lucchesini per la via di Vienna si dirige a Lucca, la mattina del 19 gennaio gli si presenta l'Aiutante Conte Margutti: vengo da parte di S. M. l'Imperatore. II mio incarico è breve. L'Imperatore ha appreso ora del suo trasloco. Egli e risoluto a non consentire la prosecuzione del suo viaggio per Lucca. <c Nessuno può impedirmi di continuare il viaggio verso la mia patria. Lei è prussiano signor Conte ... e la Prussia è in stato di guerra con noi. Sulla mia parola io non farò più nulla per la Prussia o contro la Francia. L'Imperatore ha già deciso. Io ho l'ordine di condurla, signor Conte, alla fortezza di Fenc-strelle. E per quale colpa ?. Questo non rientra nelle mie istruzioni. E se io mi rassegno ?. In tal caso ho un ordine speciale. L'Imperatore si aspetta che Lei entri al servizio della Principessa di Lucca, sua Sovrana. Al servizio delle Principessa ? Ma è la sorella dell'Imperatore ! Questo significa entrare anche al servizio di Lui. Lucca non è francese. Io ho solo da ripetere la domanda: Fenestrelle o Lucca. Il che vuol dire carcere o sala del trono, signor Conte. Vorrei il tempo di riflettervi. Nel mio incarico questo non è previsto. Fin dal dubbio incomincia il tradimento, Conte Lucchesini. E Lucchesini accettò; nel lasciare l'anticamera il Conte Margutti cortesemente aggiunge: Non vorrei mancare di essere il primo a congratularmi con Lei per questa risoluzione, signor Gran Maresciallo di Corte.
Dopo la caduta del Bonaparte e l'esilio della Principessa Elisa, il Lucchesini si ritirò a vita del tutto privata, dedicandosi unicamente all'edizione dei suoi Ragiona menti sulle cause e gli effetti della Confederazione Renana, pubblicati anonimi a Firenze (1819-1823) in tre volumi ed agli studi di storia e di filosofia, parte nella sua villa di S. Pancrazio, parte in Firenze dove moriva, quasi dimenticato, il 20 ottobre 1825. Nella sua tomba, all'ombra del folto parco della bella villa lucchese, 3) col suo cadavere calava ancora la sciarpa che Federico il Grande aveva portata in tutte le battaglie della guerra dei sette anni e che il Re Federico Guglielmo IH, ospite del Lucchesini nel 1822, gli aveva recato in dono.
*) Madame
En quittam Paris mes voeux, et mes intérSts m'attìroìent vers mon ancienne patrie, que les bontés et la sagesse de Votre Allesse Imperiale rendent tous Us jours plus heurewte. Dea devoirs de reconnoissonce m'empecltent pour VMver de
1) Cfr. Archivio di Stato in Lucca. Segretaria di Stato di Gabinetto 7 n. 22.
2) Conoscenze italiane di Goetìie. Il Commensale di Federico il Grande, in La Nazione, a. LXXIV, n. 59, del 9 marzo 1932.
35, ip. MKÌII.I, Diario, Biblioteca Governativa di Lucca, M. 499 ad dicnu *) Archivio di Stato in Lucca. Segreteria di Stato e di Gabinetto 199 n, 15.