Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; CAL? ULLOA PIETRO ; MOTI 1848
anno
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1953
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pagina
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411
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PIETRO CALA TJLLOA M E LA RIVOLUZIONE SICILIANA DEL 1848 fl
Tra le testimonianze contemporanee sulle condizioni della Sicilia prima della rivoluzione del 1848 e sulla rivoluzione stessa una delle più notevoli è il Coup d'odi sur la sìtuaiìon de la Siale en 1847 et sur la marcile de sa revolution, che porta il nome di P. C. 0' Rarcdon e la data di Ginevra, 1850.
Chi è questo 0' Raredon? È Pietro Cala Lillo a (0' Raredon è il cognome della madre). Nato nel 1802, letterato, giurista, magistrato, uomo polìtico, egli è certo tra le figure pia notevoli della Napoli borbonica. Che dei Borboni rimase sempre fedele servitore, sia come magistrato, ad Avellino, dove fu giudice del tribunale civile, a Trapani, Messina, Aquila, di nuovo ad Avellino, infine a Trani, dove successivamente fu nominato procuratole generale, a Napoli, dove fu assunto alla Corte Suprema, sia come primo ministro dello spodestato Francesco II, nel decennio dell'esilio romano.
Ma, se Borbonico e legittimista continuò a professarsi, anche quando, ritornato a Napoli dopo il 1870, vi visse privatamente, evitando ogni attività di parte, egli rimase tuttavia un liberale, di un liberalismo alla RoyerCollard o alla Montalambert, perseguendo l'ideale di una libertà non imperante e di una chiesa non intollerante. *)
I suoi molti scritti si occupano degli argomenti più disparati. Potremmo assegnare a un primo gruppo quelli di carattere giuridico, a un altro articoli, libri, opuscoli storici, letterari o storicoletterari, mentre dalla sua attività di magistrato e di ministro derivano alcune interessantissime relazioni, due delle quali sono state pubblicate ed egregiamente illustrate da Ernesto Pontieri. 2J Abbiamo infine una serie di scritti polemico-apologetici in difesa dei Borboni, della loro politica, dei loro diritti. In quest'ultimo gruppo l'Ulloa può considerarsi in certo modo quasi uno scrittore su commissione. Egli espone il punto di vista ufficiale: il suo è l'ufficio del giornalista, del libellista, dello storico di corte. E questo potrebbe certo renderlo sospetto. In realtà però, scriva o non scriva per incarico del Te o dei ministri, i suoi scritti riflettono in generale un indirizzo di pensiero sinceramente sentito e costantemente seguito attraverso i lunghi anni della sua multiforme attività, sebbene ciò non tolga, come vedremo, che le esigenze polemiche possano qualche volta indurlo a giudizi eccessivi, i quali non trovano riscontro, e possono anzi dirsi in aperta contraddizione eon altri giudizi, formulati in occasioni diverse.
t} GINO Doni A, nell'introduzione a un Ito in esilio di P. G. UM.OA, Bari 1928, pp. XXI-XXII. DelTUIloa abbiamo una biografia di ('.. Da CKSAIIE, Detta vita e delle opere di P. U., Bari 1852, e una uuiobiogrulia inedita, clic si conserva prosilo la Società Napoletana di Storia patria (XIX, A. 9). Si vedano anche K. I'ONTIEIII, // riformismo borbonico netta Sicilia del Sette Ottocento, Roma 1945, pp. 213-269. e M. MENGHIM, L'ultimo ministro di Francesco 11, in Esercito e Nazione. V, 1929. Sulla attività giornalistica dell'U., E. CIQNR, La vita sociale e polìtica a Napoli (1830-1848), estratto dalla Rassegna storica napoletana, 1940, pp. 21, 23, ecc.
2) Nell'Archivio storico per le Province napoletane, N. S., XXVIII (1942). e nel volume citato.