Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; CAL? ULLOA PIETRO ; MOTI 1848
anno <1953>   pagina <414>
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Virgilio Tuona
Il fu éiablir un ìtistùnt d'énconragemenl des arls et métter s... Dans VUni-verdié-He Palerme on créa une chaire de chimie appliquée aux arto, celle d'algebre et celle de droìl penai; on enrichit Puniversité de Catane des chaires d'economie politique, d'agronomie et de médecinejudìciaire... le gouvernement... créa bientdt des écoles de navigatimi à Palerme, à Messine et à Trapani... 2)
Stando cosi le cose, come si spiega lo spirito rivoluzionario dei siciliani? Quando nel continente italiano si cominciava a parlare di riforme, molte di esse erano state attuate nell'isola dal principio del secolo. Nel 1848 si dovette confessare che nel complesso si era raggiunto le niveau de la civilisatìon moderne (p. 91). Si disse allora che non se ne vedeva l'utilità, perehè manca­vano gli uomini capaci di applicarle. E anche questa voleva essere un'accusa contro i Borboni. Ma coloro che avevano amministrato la Sicilia, erano in gran parte siciliani. L'accusa dunque avrebbe potuto ritorcersi contro l'isola stessa. D'altro lato, se vi erano abusi, ciò non significa che non avrebbero potuto correggersi. Quanto poi all'accusa, che si faceva a Napoli, di aver invaso la Sicilia con impiegati, funzionari, magistrati non siciliani, le cose stavano in questi termini: dal 1822, quando si stabiliva che gli impieghi in Sicilia doves­sero solo darsi a nativi dell'isola, due terzi dei ministri a Napoli erano siciliani: il rCy a pas d'étranger, pour peu qu'il ait été à Naples, qui n'ait été frappé de Cob servanoli que deux tiers des ministres d'état étaient siciliens (p. 93), e nello stesso tempo l'esercito napoletano contava gran numero di ufficiali nati nell'isola, mentre nessun napoletano poteva ottenere impieghi in Sicilia. Nel 1837 venne stabilita la promiscuità degli impieghi, fu, cioè, deciso che potessero esservi chiamati sia a Napoli sia in Sicilia napoletani o siciliani ugualmente, ma seguendosi la regola che per ogni impiegato napoletano desti­nato in Sicilia un siciliano dovesse essere destinato a Napoli.
Lo spirito rivoluzionario dei siciliani non potrebbe spiegarsi neanche riferendosi al sorgere delle idee di nazionalità, d?ou sont sortis le pansla­vismo., le pangermanismo, le panscandinavisme, et qui a étendu aussi son injluence sur notre Angleterre (p. 56). Essendo comuni l'origine, la lingua, il costume, il diffondersi delle nuove idee avrebbe dovuto invece più stretta­mente unire napoletani e siciliani. Questi ultimi, che qualcuno aveva parago­
ni Con Beai Decreto del 9 novembre 1831 Ferdinando II stabilivo a-Palermo un Regio Istituto d'Incoraggiamento e negli altri sei capoluoghi una Società economica. Dicova il decreto: oggetto del Reale Istituto è la floridezza della Sicilia poggiata, nonché sulle scienze utili, come lo sono l'agricoltura, l'economia pubblica e privata, ma eziandio sulle arti che vengono soste­nute dalla matematica, dalla fisica, dalla chimica, dalla storia naturale, dalla veterinaria e da altre scienze analoghe. I lavori dall'Istituto furono pubblicali dapprima nelle Effemeridi scientifiche a letterarie par la Sicilia, e ciò dal 1832 al 1835, poi in un proprio giornale. Per opera dello stesso Istituto furono tenute esposizioni di Agricoltura, Arti e Manifatture negli anni 1834-36-38-40-42-44-46-56. Si vedano MARTINO BcurBANi-ScAlOA, Memorie storiate detta rivoluzione, di Sicilia 1848-49, I, Palermo 1933, pp. 92-94, e FIUHGBSGO MAGGIORE PERNI, Di Enterico Amari t delle tue opere, Palermo 1871.
2) Il quadro delle condizioni della Sicilia nella relazione scritto dall'UUoa stesso a Tra­pani, in data 3 agosto 1838, per il ministro della Giustizia, Parisio (PONTIERI, ap. 1., p. 220 sgg.) è invece molto diverso: Non può... recarsi in dubbio che la Sicilia, non sia stata per molto tempo negletta, ma abbandonata del tutto... Il commercio ai riduco al semplice cabotaggio con Napoli ed a poche importazioni KtrniiiBre... Ju'agricoltura è abbandonata del tutto... Que­sto stato economico della Sicilia ha generato tatti i sovvertimenti politici. Véro è tuttavia che dai 1838 al 1848 era stato fatto molto cumulino. Ma questa relazione e troppo pessimistica, come eccessivamente ottimistico, per ovvie ragioni, il Coup d'oatt.