Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno <1918>   pagina <173>
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dare, nel rinnovellato vigore della nostra razza, una nuova vita di spi­nto a chi è nato da noi, a chi è chiamato a perfezionare l'opera nostra.
E questo ha inteso l'autore dell'opera che presentiamo. Il dottor JFÉaeesco Abba, con profonda chiarezza, veduto il male, è corso al ri­medio; e, constatando la quasi assoluta mancanza di opere, che alla giovinezza trattassero del nostro risorgimento, come è realmente av­venuto, ha voluto provvedere a tanta deflcenza. E perchè la sua opi­nione non avesse potuto influire sulla interpretazione che dai giovani sarebbe stata data al suo lavoro, egli ha pensato/ che ai nuovi figli d'Italia parlassero coloro che avevano sofferto per la patria: ha voluto che gli adolescenti egli adulti imparassero quanto e come si fosse patito per costituire la nostra nazionalità. Contro gli scettici ironici di ogni entusiasmo, contro gli assertori incoscienti di un universalismo impossibile della razza umana, egli ha levato la voce, per la voce dei nostri padri, onde richiamare gli uni e gli altri alla realtà della vita.
Ed il metodo è degno di M, Abbandonando i vecchi sistemi egli ha raccolto diversi luoghi, da diversi autori, di diversi pe­riodi i quali dimostrassero la continuità della repressione feroce del l'Austria, e la instancabile tenacia dei nostri nel dolore e nella lotta. Cosi nelTesporre i criteri usati dal Governo di Vienna nell'in-quisire gli accusati di libertà egli è andato dal 1821 ano ai martiri di Belfiore : per i sistemi usati da' carcerieri austriaci si è servito e delle testimonianze del Pellico e di quelle del Pastroj nel modo atroce con cui eran puniti di tortura morale i nostri condannati a morte rei di ita­lianità ha associato le parole di Arrivacene a quelle del Martini. E tutti coloro che hanno sofferto per la patria, che hanno lasciato una parola delle loro sofferenze, ammaestramento a* troppo presto obliosi nepoti, l'Abba ha voluto che fossero nel suo libro, onde il titolo Narrano i martiri , rispondesse alla natura dell'opera. Il Pellico,; iii Visconti Venosta, il Cattaneo, il Bonfadinì, il Rósa, lo Speri, il Giacomelli, il Pastro, l'Orsini, il Pallavicini, il Confalonieri, l'Adryane e molli al­tri ancora, figure varie delle loro singole personalità, ma concordi nell'ultima finalità che si eran proposti raggiungere* vengono avanti a noi, con le loro manchevolezze anche e con le loro virtù; rivivono per narrare a noi ciò che hanno compiuto, per tramandare l'eredità di dolore che hanno raccolto. Una parola di commento sarebbe stata inu­tile: gli uomini del nostro risorgimento, in un'epoca come la presente,, non dovevano essere interrotti o interpretati.. L'Abba ha compreso questo e ha obbedito fedelmente a tanta necessità: e, unicamente per agevolare ttt intelligenza dei testo, lo ha arrichito dì sobrie ed efficaci note illustrative.
:Jia voluto solo, ih una prefazione soda e .corretta,, .esporre le