Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; PORTOGALLO
anno <1953>   pagina <428>
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.Ruggero Moscati
Nello stesso perìodo, anche i rapporti ira casa Braganza e Borbone delle Due Sicilie dopo il primo scambio di una regolare corrispondenza fra i due Stati, con la reciproca missione, nel 1755, di don José Silva y Pecana a Napoli e di don Carlo Gnevara dì Bovino a Lisbona, acquistarono un qualche rilievo.
Occorre poi, in genere, aggiungere e l'osservazione vale anche e soprattutto per il secolo decimonono che gli agenti portoghesi presso gli Stati italiani, rappresentando ima potenza che non aveva interessi diretti nella Penisola, riuscirono assai spesso ad essere dei discreti informatori. Giu­stamente, il 27 maggio 1799, carteggiando da Napoli col proprio congiunto che reggeva in Lisbona la Segreteria degli Affari Esteri, don José Agostinao de Souza l) sottolineava la sua posicao favoravel para saber noticias . I suoi rapporti, e le informazioni che da Torino o da Roma inviavano al proprio governo nella stessa epoca un Luiz Alvarez o un Domingo Antonio de Souza Coutinho, costituirebbero pertanto ima nuova fonte che ben po­trebbe aggiungersi alle altre straniere, già note o sfruttate per la ricostru­zione degli accadimenti interni italiani negli ultimi anni del 1700.2) Parimenti per il secolo decimonono hanno un qualche interesse le corrispondenze della lunga missione svolta a Napoli fino alla vigilia delle complicazioni migue-liste, da don José Amado Grehon o quelle inviate da Torino successiva­mente da don Luiz Maria da Camara al conte d'Alvas, da don Antonio Lobo de Moira al visconte Juan d'Alte. Né possono lasciare differenti gli stu­diosi italiani gli echi delle complicate vicende della duplice Legazione porto­ghese a Roma durante la drammatica frattura dinastica, della quale anche recentemente ha raccolto testimonianze Emilia Morelli. Quel barone di Funchal, tratteggiato in una gustosa pagina dei Mémoires oVOutreTombe, vert cornine un singe du Brésil, et jaune corame un orange de Lisbonne, amante d'una negra e melomane accanito, e il commendatore Joao Pedro Migueis de Carvalho e Brito barone da Venda da Cruz, come ben annota il Ghisalberti in un suo brillante saggio in corso di stampa ne hanno riempite risme di carta! . H Venda da Cruz, mal riconoscibile nel Veridade Cruz (sic) di quell'aristocratico maligno del principe di Lignc, era, almeno, più a suo posto presso la Cattedra di San Pietro, se dobbiamo vedere in lui un saint digne de fìgurer dans le calendrier de son pays.... Un santo, ad ogni modo, che riuscì a farsi ricevere a bordo del Tenore a Civitavecchia, all'indo­mani della fuga di Pio IX, malgrado, come racconta in un suo dispaccio l'ambasciatore spagnolo Martinez de la Rosa, gli facessero i Francesi molte difficoltà per ammetterlo. Pero al fin pardo en el. 8)
1) Como è noto, alcuni dei rapporti da Napoli, dell'ottobre 1798, del de Souaa sono stati uditi da F. DB FIGUERIDO, Un incidente diplomatico em torno da prisSo de Leonor de Foneca Pimentai nella Rivista de Historia, organo della Soeiedade Portuguesa de estud. Insto-ricot di Linbona, a. TV (1915), n. 15.
2) Stiliti corrispondenze da Torino ved. C. C. Bossi, Vittorio Amedeo 111 di Savoia nei dispacci inedili di un diplomatico portoghese (agosto 1789-gìugno 1790), in Rassegna storiati del Risorgimento, a. XXIX (1952), pp. 3-17.
9) E. MORELLI, La politica estera di Tommaso Bernetti, Roma, 1953, p. 84, IH, 112, 133, 134, 257, 258, 259, 260, 261; CWATEAUDMAN, Mémoires d'Qutre-Tomba, nonvelle édi-tion revuc et annotée par P. Mommi, Parigi, 1947, voi. V, p. 19; PRINCE DE LIONE, Le Pape Pie IX à GitSu. Souvmirs d'un diplomate Belge, in Le Correspondant, a. 101 (1929), n. 1598, p. 180.
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