Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; PORTOGALLO
anno <1953>   pagina <438>
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438 Libri e periodici
della parola, cioè nel senso che lo studioso di storia delle dottrine politiche deve essere altrettanto padrone della tecnica della ricerca filologica dello studioso di storia civile, se vuole scansare le astrattezze facilone dei genialoidi, che non hanno mai messo piede in nn archivio, ma nel senso più alto del termine altresì, cioè nel senso che lo studioso di storia delle dottrine politiche deve ad ogni pie sospinto rendersi conto della vivente dialettica che esiste tra l'idea ed il fatto, tra le concezioni teoriche del pensatore da lui preso in esame ed il con creto tessuto storico degli eventi della di lui età. Quante volte, in questo campo di studi, non ci imbattiamo nel puro filologo, benemerito per scrupolosa ricerca del certo, ma incapace di levarsi in' alto, col colpo d'ala proprio di chi è avvezzo a nutrirsi del leonino cibo della filosofia? E quante volte, viceversa, non c'imbat­tiamo nel puro esegeta, rifuggente pigramente dalla severa ascesi della indagine filologica ed incapace per malinteso amore di logicità sistematica, d'avvertire il mobile fluire della storia? Che adesso uno storico di razza, armato insieme di sòlida informazione filologica, di non disprezzabile preparazione giuridica e d'innata sensibilità speculativa, abbia dato questa convincente prova di sé, non sembra davvero che possa considerarsi come un affare di ordinaria amministrazione.
Mario delle Piane non tarda un momento ad inquadrare il pensiero che forma oggetto della sua ricerca, entro una concreta trama di eventi storici, in quanto premette alla propria opera un'introduzione dedicata all'analisi dello specifico clima storico, in cui le dottrine del Mosca ricevettero la loro primn formulazione: il clima della Terza Italia all'indomani dell'avvento al potere della Sinistra e delle discussioni che allora si accesero intorno all'ufficio dei partiti ed al funzionamento dell'istituzione parlamentare. E giustamente egli prende le mosse dà una dimostrazione del carattere sostanzialmente liberale della pubblicistica anti-parlamentare del secondo Ottocento italiano, chiarendola rivolta a criti- . care errori e storture pratiche dell'applicazione all'Italia dell'idea liberale, piut­tosto che a negare alla base l'idea liberale stessa. Giacche tale premessa si rivela tosto valida per la retta comprensione, pure con tutte le sue aspre punte pole­miche, della Teorica dei governi moschiana, e quindi della prima formulazione, da parte del siciliano, della teoria della classe politica e della formula poli­tica , chiarendo come la spregiudicata critica del Mosca al mito della sovranità popolare aia da porsi sul piano, non già delle nostalgie autoritarie dei reazio-nari, ma su quello di un'esigenza appassionata di attuazione dei principi liberali, sin troppo spesso traditi dalla prassi parlamentare e trasformistica della Terza Italia. E soprattutto tale premessa si rivela come un prezioso filo conduttore, me­diante il quale il Delle Piane può eseguire passo a passo l'evoluzione successiva del pensiero moschiano, additandone la sostanziale univocità e coerenza, nel suo trapasso dalla giovanile iconoclastia della Teoria alla più complessa posizione delle Costituzioni Moderne, fecondata dall'influenza del socialismo del Loria, e soprattutto allo spiegato liberalismo della prima edizione degli Elementi di Scienza Politica, colla loro elaborazione del concetto di difesa giuridica, e finalmente all'ancora più pacata e matura comprensione della realtà storica medesima delle istituzioni parlamentari tradizionali, propria della seconda edizione degli Elementi*
Abbiamo parlato di coerenza ed univocità a proposito dello sviluppo pro­gressivo del pensiero moschiano. Ma la coerenza, di cui il Delle Piane è illu­stratore, è precisamente coerenza storica, coerenza dinamica, cioè, anziché statica: coerenza nello sviluppo progressivo e nell'approfondimento delle posizioni di partenza del siciliano. Non eerto astratta coerenza logica per cui si possa negare resistenza di contradizioni, di fratture, di limiti all'interno stesso del pensiero moschiano e raffigurarcene il sistema teorico come una sorte di monolite ideo­logico, in ogni sua parte esattissimamente coerente. Ed infatti il Delle Piane, nel mentre traccia questa parabola dello sviluppo del pensiero ni oscillano e ne mette in luce le fonti e gli apporti esteriori, ovvero ne pone in risalto la