Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; PORTOGALLO
anno
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1953
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pagina
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463
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VITA DELL'ISTITUTO
XXXn CONGRESSO DI STORIA DEL RISORGIMENTO. - Come era iato deciso l'anno scorso a Mantova, il XXXII congresso dell'Istituto si è svolto quest'anno a Firenze dal 9 al 12 settembre in collaborazione con la Società toscana di Storia del Risorgimento, che ha abbinato alla nostra riunione il suo VI convegno. La perfetta organizzazione, dovuta soprattutto all'appassionata dedizione e all'instancabile attività degli amici della Società toscana, ai quali vanno e primo fra tutti al dott. Sergio Canterani la gratitudine e il compiacimento dell'Istituto, ha creato le condizioni essenziali per il grande successo della manifestazione fiorentina. Poiché si può parlare realmente di grande successo, delineatosi già fin dalla seduta inaugurale, tenuta nella suggestiva cornice della Sala Bianca di Palazzo Pitti, dopo la visita alia mostra di Firenze Capitale, felice e documentata rievocazione di un quinquennio particolarmente significativo di storia italiana.
Davanti ad un pubblico foltissimo di autorità, di rappresentanti di enti culturali, di studiosi italiani e stranieri ha porlo il benvenuto ai congressisti il sindaco di Firenze, prof. La Pira, ed hanno illustrato gli scopi del Congresso l'aw. Artom, Presidente della Società toscana, e il Presidente del nostro Istituto. Con commossa eloquenza ha parlato il rappresentante del Comune di Trieste, prof. Furlani, al quale ha fatto seguito S. E. l'on Scoca, rappresentante del Governo, che ha dichiarato aperti i lavori del Congresso.
Questi si sono iniziati nel pomeriggio dello stesso giorno 9, nell'Aula Magna dell'Università, gentilmente concessa dal Magnifico Rettore, prof. Borghi, con la relazione del prof. Franco Venturi su La circolazione delle idee , uno dei due temi particolari nei quali era articolato il tema principale: Italia, Europa ed America nel Risorgimento . L'interesse vivissimo suscitato dalla relazione Venturi si è rinnovato all'indomani alla Villa della Petraia, per l'altra del dott. Alessandro Galante Garrone su L'emigrazione politica. Le discussioni seguite alle due relazioni e le comunicazioni su argomenti particolari, svolte nelle tre sezioni presso l'ex convento delle Oblato, sono state sempre seguite da un pubblico numeroso ed attento, che con i propri interventi ha sottolineato l'interesse suscitato dai lavori del Congresso.
Non solo dal punto di vista scientifico questo è apparso di notevole importanza, ma anche da quello della presenza materiale dei partecipanti alle sedute. Sotto questo aspetto il XXXII è stato certamente uno dei Congressi più seguiti dal pubblico.
Le visite alle meravigliose ville di Poggio a Calano e della Petraia, l'indimenticabile ricevimento offerto dal Comune in Palazzo Vecchio e con la maliosa visione notturna dei tesori degli Uffizi, il concerto goduto, per la generosità dell'Amministrazione Provinciale, in Palazzo Riccardi, l'accesso alla ricca mostra dell'antiquariato, hanno costituito un suggestivo contorno del Congresso, che si è chiuso, dopo l'escursione a San Gemignano e a Siena, in quel tempio di memorie che è il Castello di Brolio, ove i discendenti del Barone di Ferro hanno, con squisita ospitalità, concesso ai congressisti di raccogliersi per l'ultima seduta, consacrata alla commemorazione di Ricasoli, fatta con simpatica eloquenza dal decano del folto gruppo straniero, Georges Bourgin, e alla conclusione dei lavori. Nessuna sede poteva essere più degna della casa che fu di Bettino Ricasoli per terminare una tra le più efficaci rassegne di studi risorgimentali.
Dell'importanza del Congresso tutti i maggiori giornali hanno detto e quasi sempre con efficacia e con spirito di comprensione. Qualche piccola dissonanza, dovuta, forse, all'assenza dello scrittore o alla sua estrema giovinezza, non consente di mutare il giudizio sull'appoggio schietto ed intelligente avuto dalla stampa