Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; PORTOGALLO
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1953
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Vita dell'Istituto
italiana. Alla quale non è -la 'imputare né l'accusa di averci a Firenze, cleri* ratizzato :e svirilizzato (ricordo, forse, trutta lettera di Mister Adam di Pat Frank?) il Risorgimento, né la scoperta che, con il XXXII Congresso, BÌ eia pensato a dare un tèma centrale alle nostre riunioni. Perchè, senza voler risalire al XXII (Cagliari-Sassari, 10-13 ottobre 1934), in cui si fece il primo tentativo di invitare i congressisti a occuparsi di uno o due argomenti fondamentali (relazione di Pietro Fedele Sugli archivi privati , di Francesco Salata Sugli archivi di Stato , di Antonio Monti su Archivi e Musei del Risorgimento ), sempre, dal 1935 in poi, i Congressi dell'Istituto hanno avuto un tema fondamentale di discussione.
E sarà così anche per l'avvenire. Con l'avvertenza, però, che, avendo il nostro Istituto una base di soci paganti, non è lecito impedire a questi di portare alle loro riunioni annuali il contributo delle proprie ricerche e dei propri studi particolari. È desiderabile che i soci comprendano sempre più e sempre meglio la necessità di adeguarsi anche nelle loro comunicazioni ai temi fondamentali ed è compito dell'Istituto guidarli in tal senso, ma non sarebbe giusto negare completamente ai molti studiosi locali la possibilità di far sentire, in una sezione particolare come è avvenuto anche a Firenze -, la propria voce. Nel nostro Istituto c'è posto per tutti: per i Maestri con il più grande M esistente nelle scatole di tipografia e per gli eruditi modesti e appassionati, utili e disinteressati; per i geni con tre stelle nel Baedeker della scienza e per gli operai della cultura. Senza i quali, qualche volta, anche i Tre stelle sarebbero in guai.
Per i prossimi Congressi sarà bene che tutti rispettinò i termini stabiliti dagli organizzatori e dai vari avvisi, circolari, ecc., sia per quello che riguarda la puntualità agli appuntamenti, a.scanso di ritardi e d'inconvenienti, sia per quello, ed è più importante, che si riferisce alla consegna dei testi delle relazioni, delle comunicazioni, dei riassunti. Occorre che gli organizzatori siano in grado, come è stato da più parti richiesto, di distribuire prima del Congresso il testo a stampa delle relazioni e il riassunto di tutte le comunicazioni. Fin d'ora si rivolge viva preghiera di non dimenticare questa necessità a quanti hanno intenzione di partecipare al prossimo XXXHI Congresso.
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RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DELLA CONSULTA GENERALE. - In occasione del Congresso di Firenze, nel pomeriggio dell'8 settembre si sono riuniti il Consiglio direttivo e la Consulta generale. Confermato il piano di pubblicazioni previsto (TV* ed ultimo volume dell'Epistolario di Nino Bixio; II ed ultimo dell'Epistolario di Guglielmo Pepe; due volumi dell'Epistolario e degli Scritti politici di Gustavo Modena), il Consiglio ha approvato dopo approfondita discussione il progetto di nuovo Statuto, nel quale, ribadito il carattere scientifico dell'Ente, la sua conformità con gli altri istituti storici nazionali e fenato conto dèlia sua duplice derivazione, dalla antica Società nazionale per In storia del Risorgimento e dal eoppresso Comitato nazionale per la storia del Risorgimento, il è introdotta nel Consiglio direttivo una rappresentanza diretta dei Comitati, designata annualmente dai Presidenti componenti la Consulta. A quest'ultima spetterà anche la determinazione delle quote sociali.
Nella successiva riunione della Consulta generale, rievocali dal Presidente i soci ultimamente scomparsi, Ferretti, Jm-ini, Lucarelli, Masnovo, Monti, Sticotti e ascoltata la relazione sull'attività dell'Istituto, i presidenti dei Comitati hanno dato notizia di quanto è stato compiuto alla periferia.
Si è affrontato successivamente il problema finanziario, decidendo, come è detto più oltre, di aumentare le quote sociali. Dopo l'approvazione dei bilanci,