Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; PORTOGALLO
anno <1953>   pagina <469>
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Vita dell'Istituto
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VERONA. - Togliamo da L'Arena del 1" ottobre il resoconto della celebrazione di Carlo Montanari, tenuta all'Accademia di Verona, con intervento di nostri soci. Domenica 27 settembre, alle 10, nella sala rossa della Amministrazione pro­vinciale, si è adunato, a classi riunite, il Corpo accademico dell'Accademia d'Agri' coltura Scienze e Lettere. Erano presenti i membri effettivi Cavalieri Pasoli, Ruffo, Scolari, Perucci, G. Cappelletti, Artom, Maschi, Turrini, Avena, Soprana, Callegari, Ferriguto, Percgo, Guarieuti, Gcrmain, Azzini; e i soci corrispondenti Yanzetti, Cavallari, Pettenella. Avevano giustificata l'assenza i membri effettivi Adami, Fainelli, Stcgagno, Bresciani, de* Stefani, Trabucchi, Zamhelli, Gazzola, Pellegrini e i soci corrispondenti Carrara e Riva. Presiedeva l'aw. Cavalieri, assistito dal segretario prof. Pasoli.
Il Presidente ricorda come, nel piano delle manifestazioni cittadine per la celebrazione del centenario del martirio di Carlo Montanari, l'Accademia abbia assunto il compito di promuovere e pubblicare una serie di studi rivolti a illu­strare la figura e la vita del Martire. Compito naturale e necessario per l'Acca, demia, la quale ha il vanto di aver annoverato tra i suoi membri effettivi ed attivi Carlo Montanari, nel cui nome glorioso si sintetizza e quasi si personalizza il tributo di Verona alla causa e alla passione del Risorgimento. Da ciò il solenne significato dell'odierna seduta, alla quale partecipano, con i loro dotti lavori, i mm. ee. Scolari, Avena e Fainelli e i professori Laìta e Fasanari invitati dalla Reggenza.
Pierluigi Laita riferisce su L'attività di Carlo Montanari nell'Accademia di Verona, in una memoria presentata dal m. e. A. Pasoli.
Il Montanari fu aggregato quale socio attivo il 15 maggio 1841. Tornato da poco dal suo viaggio per l'Italia, nel giovanile fervore dei suoi trentun anni affrontò, con molto zelo e grande serietà, gli studi accademici. In Accademia ebbe agio di stringere care amicizie o di rinsaldarne altre. Per un decennio (nel '51 cessa la sua attività) gli furono più affettuosamente vicini, oltre Giovanni Scopoli e Pietro Emilei, uomini di vecchia fede patriottica, Nicola Mozza e Giulio Camuz* zoni. Nel '41 stesso il Montanari leggeva una dotta dissertazione su problemi idraulici, e nel '42 fu membro autorevole di una commissione eletta per studiare problemi d'industria. Da quest'anno anzi egli farà parte, per la sua competenza e operosità, di numerose commissioni. Nel '44 l'Accademia lo inviò quale suo dele­gato al Congresso degli Scienziati italiani di Milano. Anche l'Accademia di Verona partecipava in quegli anni attivamente al moto di rinascita scientifica, che aveva preso vita al gagliardo soffio liberale. Nel '46 il Montanari scrisse con grande competenza sn un progetto di strada ferrata die doveva unire il Piemonte e la pianura padana con Genova. Nel '47, alla vigilia della grande rivoluzione liberale, partecipò, quale delegato ancora dell'Accademia, al Congresso di Venezia. Cessata l'attività politica nel '48 per hi sconfitta piemontese, in attesa che i tempi matu­rassero, ritornò, nella sua eletta coscienza civile, sollecitata da una sempre più viva solidarietà sociale, agli studi. Diede così all'Accademia il suo contributo scientifico maggiore con l'opera vasta e dotta sul Censo Stabile. Gli eventi impe­dirono al Montanari, che lesse nel 1850 in più tornate le prime duo parti, di completare l'opera. Dalla sorte, non molto dopo, egli fu chiamato a dare alla causa dello libertà il contributo della aua vita.
Il m. e. Antonio Scolari legge una memoria su Carlo Montanari e la Società Letteraria di Verona, in cui l'autore considera la figura del Montanari nelle sue relazioni con hi Società Letteraria, a cui fu ascritto dal 1842 fino alla morte.
Dopo il '48 e nel biennio della cospirazione il Montanari partecipò intensa* mente alla vita di quel sodalizio; ne frequentò le adunanze e ne promosse, con