Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; PORTOGALLO
anno <1953>   pagina <470>
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Vita dell'Istituto
idee nuove e precise, l'attività e l'efficacia culturale. L'a. dimostra che la perso­nalità del Montanari, dopo il ritorno del viaggio in Italia, per la Bua attività dì studioso, la sua opera umanitaria, e lo stesso concetto dell'umana dignità e del­l'onore, s'inserisce in quel movimento d'idee, d'origine enciclopedica, che aveva portato alla fondazione della Letteraria, e per il quale l'Italia veniva creandosi, attraverso una maturazione ben più profonda e lenta e continua, che non fosse l'esplosione pur generosa delle ribellioni letterarie. Il clima ideale, alimentato dall'attività dell'Istituto veronese, era la premessa alle aspirazioni liberali dei patrioti; e non c'è da stupirsi che le più eminenti figure del patriottismo cittadino ne facessero parte, soprattutto nel periodo succeduto al fallito tentativo quaran­tottesco, quando i migliori avvertivano la necessità di riprendere la preparazione con propositi ben più seri e decisi. È questo il periodo in cui Carlo Montanari è conservatore della Società Letteraria con Aleardo Aleardi e Giulio Cannr/zoni, ed è anche il periodo in cui ai viene costituendo 0 Comitato rivoluzionario vero­nese, di cui lo stesso Montanari doveva essere la figura più importante e fattiva. L'a. rileva gl'indizi, che possono legittimare la supposizione di un centro clan­destino dei patrioti veronesi nella sede della Letteraria, anche per la facilità degli incontri, in un ambiente non sospetto per la presenza, tra i soci, di funzionari austriaci. Montanari nelle varie vicende dell'ultimo periodo della sua vita, appare legato al Sodalizio veronese, e si può dure che egli se ne allontani, proprio nel­l'imminenza dell'arresto, come se fino all'ultimo egli abbia sentito il richiamo di quel mondo ideale, in cui si giustificavano la sua umana elevazione e la sua intemerata esistenza.
H m. e. Antonio Avena presenta una comunicazione su Carlo Montanari e il suo prò artistico d'Italia (1838-39)'<, in cui l'a. illustra un momento giovanile del Montanari, e cioè il viaggio per l'Italia intrapreso da lui nel 1838 insieme con Alessandro Alessandri e di cui restano alquante lettere, superstiti al deserto d'ogni documento creato intorno al Montanari nei giorni del terrore per il suo martirio. Il 1838 fu l'anno della sua crisi artistica, che rientra nel quadro più vasto della lotta tra classici e romantici, la quale sul piano politico era la lotta tra conformisti e progressisti. Fino alla morte del Barbieri (30 gennaio 1838) il neoclassicismo soprannazionale poteva considerarsi il solenne paludamento del domìnio napoleonico e dell'austriaco; in suo contrasto e con carattere nazionale, si doveva affermare un'architettura romantica, che, rifacendosi al rinascimento toscano, sarebbe dovuta riuscire purissima gloria italiana. L'architetto Ronzani aveva dato le primìzie nel nuovo orientamento, ma senza che le illuminasse il privilegio della genialità; il Montanari, con la passione della giovinezza, si propose un aggiornamento più sperimentato e felice. Di qui il viaggio, che durò un anno, con tappe particolari a Firenze, a Roma, in Sicilia. Firenze e la Toscana ebbero la sua predilizione; a Roma conobbe lo Iappellì, l'architetto del Pedrocchi, allora apostolo di un'arte nuova. Purtroppo degli studi e dei disegni fatti nel viaggio poco o nulla ci è rimasto; ma ne sono improntati i suoi disegni per la casa di via Ponte Manin e il palazzo Gazola, ora Arvcdi, in piazzetta di S. Maria in .Chiavica* he, malauguratamente, subirono poi alterazioni nella costruzione. In essi la passione artistica s'identifica con la passione della patria.
11 prof. Raffaele Fasanarì legge una sua memoria, presentata dal m. e. M. Cavalieri, su Carlo Montanari di fronte al giudice. Krauss. Fondandosi sulla co­piosa bibliografia generale relativa al l'argomento, e specialmente sull'abbondante materiale inedito di provenienza austriaca, il Fasannri ricostruisce il processo del Martire veronese in rapporto all'auditore giudiziario elio lo fece condannare a morte. Dopo avere tratteggiato nelle lìnee essenziali lo figure dei due protago­nisti del processo, il Fasanarì le pone di fronte, analizzando la tattica seguita dal giudice per costringere il patriota alla piena e formale confessione, e seguendo in ogni sfumatura psicologica il comportamento difensivo del patrizio veronese