Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE
anno
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1918
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185
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Alfonso La Marmorei in Ycddimagru nel marno del 1849 185
TI quarlier generale era a Sarzana, e il La Marmora iniziò varie pratiche per ottenere, in caso di guerra, il concorso delle truppe toscane, nonché del reggimenti svizzeri che stavano nelle Legazioni . Spedi appositamente a Bologna e ad Ancona il capitano Giuseppe Govone.l Chi mi ha più degli altri contrariato in questo mio tentativo (confessa con dolore il La Marmora) fu il partito avanzato il quale mentre spingeva il Governo a rompere le ostilità, si adope- rava a tutta possa perchè non si vincesse.a Tant'è che durante il mio soggiorno in Sarzana, un giorno essendo corsa la voce che una colonna austriaca da Modena si avanzava verso Fornovo, ade- rendo alle preghiere di alcuni capi delle truppe toscane, che colà si trovavano, spinsi io stesso una riconoscenza da quelle parti colla mia cavalleria, pronto naturalmente a portare tutte le truppe, di cui disponevo, alla difesa di quei passi, se la notizia fosse stata vera. Verificato che quell'allarme era falso, me ne ritornai a Sarzana,
1 Intorno a Giuseppe Govone, nato ad Isola d'Asti il 19 novembre del 1825, morto ad Alba il 25 gennaio 1872, ò da consultarsi UBERTO GOVONE. H generale Giuseppe Gavone* frammenti di memorie, Torino, Casanova, 1911 ; in. 16 di pagine xxxn-588.
f Òhe il partito avanzato spingesse alla guerra è un fatto ; eh si adoperasse a tntta possa perche non si vincesse , non Un fondamento noi vero.
a II Monitore Toscano pubblicò la seguente lettera indirizzatagli dal generale Domenico D'Apice, comandante supremo dell'esercito toscano, scritta da Poniro-moli U 0 di marzo:
Kel n. 60, 4 marzo, del suo giornale leggesi : Sorgono, 1 morso. Ieri il
< generale La Marmora si spinse con Mio squadrona di cavalleria in ricognizione ''Ì3vébW:eiiii:int gli Austrìaci con gli Estensi dovessero en~
trare. È esatto, ma ciò ebbe luogo senza mia saputo. IDeco la lettera che a tal proposito io diressi al signor general La Marmont; e stabilii un. posto al Portone di Canaparola per impedire la ripetizione di siimi fatto, porcile nonostante la poca nostra forza ed il valido aiuto ohe il Piemonte potrebbe prestarci in un momento di riso, non permetterò mai, finché io abbia l'onorevole incarico del comando delle truppe, che forzo non toscane si permettano di penetrare nel nostro torri- tortai senza previo consentimento dol nostro Governo .
Dotterà inviata al signor general Da Marmerà, per mozzo del tenente Car- chi dio, mio aiutante di campo. Fosdinovo, 1 morso J849. Signor Generale, So à sentito con sorpresa che ano. squadrone di cavalleria -MUe trnppe sott'a, df lei ordini, passando dal Portone di Caniparola, siasi inoltrato oltre la foce diFosdi- novo. Credo mio dovere prevenirla, signor GmieruU. che nonostante le amichevoli relazioni che esistono fra il mio Governo ed il PienanteritìASono unlortesato a permettere a qualunque truppa non toscana, d'oUrspaamra le frontiere senso una abilitazione del mìo Governo. Uri mio aiutante di campo avrà l'onore di recarle la presente. Colgo questa viPeoetansa per assicurarla della mia distinta stima e consf-
< derasione. D*Ai'iB,. -
U general Da Marmora risposo : La missiva, la risposta ed il rapporto m 4 mia amianto di campo prono da me inviate al Governo Provvisorio .
< Credo, signor Direste"**, essere noi momento attualo dol piò grande interesso