Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE
anno <1918>   pagina <186>
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*86 G. Sforea
Si andò tant'oltre nel recriminare quella mia esplorazione, da farne un'interpellanza alla Camera. Brofferio, che la promoveva, declamò una delle sue solite filippiche contro il despotismo militare,l accu-
< per la liberta della nostra Patria ohe la stampa si occupi il meno possibile, di ciò ohe è relativo al campo, eccettuato di proourare i mezzi onde il Governo possa essere in grado di supplire ai bisogni delle truppe. D'APICE generale .
Di la a pochi giorni, con la data di Genova, 13 marzo , il Conciliatore di Firenze dichiarava : Alcuni giornali toscani stamparono la lettera del generale D'Apice al generale Da Marmerà e la risposta di quest'ultimo. La prima fu pubblicata nella sua forma genuina, non cosi la seconda. Pertanto a rettificare quella erronea pubblicazione, ristampiamo qui la vera lettera del generale La Marmora, non. senza maraviglia di vederci costretti a simil cosa. Ecco la let* tera r Sur zana, 1 marzo. Signor generala. La nota rimessami in questo momento da uno dei suoi aiutanti di campo mi ha recato grande sorpresa. Informato da ogni parte dello spavento che aveva cagionato nella Lunigiana la voce sparsasi di un in* tervento austro-estense, e richiesto dalle autorità di Fiottano e di Massa stessa di condurntivi in soccorso, aveva ieri mattina disposta la mia truppa per aderirvi, quantunque conoscessi quale grave responsabilità peserebbe sopra dime per un tale fatto. Prima però d'intmprendcrc un simile intervento, ho creduto di mio dovere con- darmi in persona sui luoghi, onde riconoscere la vera condizione delle cose e le posi* zioni militari che mi avrebbe giovato occupare in, tal caso. Era, mi pare, assai nata- rate che in questa, riconoscenza io traessi meno mia scoria. Dal procedere di léleenv brami poter dedurre non esistere costì accordo fra autorità civili e militari, della qual cosa renderò immediatamente avvisato il Governo, e ne terrò conto per mia norma, nella condotta avvenire. Ho Tenore, ecc. Il maggior generale LÀ MARMORA ,
1 L'interpellanza ebbe luogo nella Boduta del 13 marzo. Apri il fuoco il deputato Mellana, dioendo : Giornali e lettere di Toscana, giunte questa mattina, narrano che ti nostro generale La Marmora abbia fatto passare sul territorio toscano, senza previa intelligenza di quel Governo, un corpo delle nostre truppe; narrano pure come da noi s'incitino alla diserzione i soldati toscani e che i diser* tori giunti sul nostro suolo siano festeggiati ed incorporati alla nostra armata ohe ha stanza a Sarzaua, non a minaccia contro l'amico Governo della toscana, ma a sicurezza della; Italiana indipendenza; e tutto ciò si narra considerandolo quale corollario della politica giobertiana, dal Ministero, da noi e dal paese condannata. Io non credo ohe t Ministri, i quali ebbero la lealtà e il coraggio di separarsi da un. loro aiuioìssilino e potente collega;. per-itar-trionfare a rispetto 4 della consorella Toscana una nazionale e giusta politica, possano mai farsi rei di quelle accuso ohe loro vengono fatte da quei giornali. Ma reputo ohei Mini-
< stri, per l'onore loro, por l'onore del paese, devono rettificare quelle voci, onde sia paleso In Piemonte, paleso In Toscana, che le italiane ai-mi nostre non saranno mal impiegate cho a di tea degl'Italiani; che devono porro ogni studio ondo da nessuno possa essere operata cosa alcuna che possa anche a torto
< compromettere la leale nostra politica .
T/HVV.:.T-rbano Bnttaasd. ministro di grazia e giustizia, gli rispose : Le in-
< terpellauzé dirette al Ministero dall'onorevole deputato Mellana mi porgono occasione di mentire lo voci die si vanno spargendo a questo riguardo. Io posso assioui'are cho è assolutamente non voro ohe il generale La Mar* mora abbia oltrepassato lì confino. Ti Ministero diede ordini precisi fino dal primi di marzo perche nou pi oltrepassassero i confini. H generalo La Marmora