Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE
anno <1918>   pagina <188>
immagine non disponibile

188 6. Sforza
mia temeraria violazione non mi venisse tolto il comando. Cosi s'intendeva dai Mazziniani preparare la seconda riscossa per l'in- dipendenza e l'unità d'Italia..l
Di lì a pochi giorni dal Ministero fu denunziato l'armistizio ; e a farsi un'idea della leggerezza di chi reggeva in que' momenti le
Quanto poi a ciò ohe si dico di questo ordine del giorno del generale D'Apice, può essere ohe il generale D'Apice sia etato male informato . A difesa del Da Marmora si levò il generale Giuseppe Da Bormida. Io protesto (esclamò) contro aJTIntQrpretazione che si potrebbe dare alle parole dolTaw. Brofferio,
< che cioè il Governo debba guardar bene a chi fida la guardia delle nostre frontiere. Io rispondo del generale Da Manno ra come di me stesso, e dico che -< le frontiere non possono essere meglio difese, e che il generale Da Marmora per la sua lealtà non può generare sospetto alcuno . Desse qnindi un brano d'una lettera del La Marmora alla propria sorella, nella quale si parla d'una piccola spedizione operata con uno squadrone di cavalleria per ricacciare gli 'austro-estensi, che si dicevano entrati nel territorio toscano ; e .si parla dello sgo­mento ohe si era messo nell'animo do' repubblicani alla notizia dolla nemica invasione, per cui si erano volti in fuga. D ministro Secchio, dopo quella lettura, soggiunse : In effetto il generale La Marmora tenne informato il Ministero di
< tutte le preghiere fattogli perchè passasse il confine, e che anzi egli ci ha ape* . dito: tin'autografa-supplica di un Gonfaloniere perchè passasse il confino o tt andasse in soccorso della popolazione >. D'avv. Brofferio replicò : * lo so buon
< grado al generale Da Bormida di avur protestato, non già contro le mio parole, sibbeno contro l'interpretazione ohe si sarebbe potuta doro alle mio parole:-HbliL .è d'uopo dichiarare ohe io non intosi accusare;!! generale La Marmora. Intendo soltanto che il Governo spieghi la più grondo vigilanza su qualunque persona che si trovi alle frontiere, affinchè non agisca in senso contrario a quello del Governo. Ohe ci sia .qualcuna òhe facci richiesta al nostro Governo perchè passi dall'altra parta è probabile, ma io dimanderò se sia il Governo PròWi- sorio cho chiede qnell'i nteryenfco. Quando mi si. risponda afferaattvnmenfca, io < dirò cìie sta bene che mostri soldati passino. Ma. quando non siano he: inviti di cittadini, o di qualohe autorità, dirò cho non vuoisi violare I confini so non 4, por ragioni di guerra, e con un ordine, del giorno ohe spieghi le intenzioni di quel passaggio, .citò indichi -perche si passi, tpandO: st passi ome si passi. Quanto poi allo spavento, olio lagrime, agli affanni dei repubblicani diboscano, di cui. è discorso nella lettera del generale, Io dichiaro ohe non credo, ponto ohe i repubblicani abbiano poi tanto affanno e Pulito spavento ito. lì crèdo italiani e erodo che sapranno mostrare anchesii i loro petti alio palle nemiche quando ne sarà il giorno .
Nella temuta e non avvenuta invasione degli austro-estensi ftt Luniglana un principio di vero vi fu. Lo milizie di Francesco T dal Cerreto accennarono a voler fare un colpo di mano nel FivizzanMe. JXon sob> - repubblicani (pochi e senza seguito, nò credito), ma' t'Mtlora popolazione venne assalita dallo sgomento. XI Gonfaloniere chioso allora l'aiuto del La Marmora, il quale si mostrò pronto a enudare la spada e pigliarne le difesero bella nò generosa fu la intempestiva e ingiusta levata di sondi contro di lui del Mellana o del Brofferio.
1 LA MARMORA A., Uh episodio dot Risorgimento italiano, Firenze, Bar­bèra, 1875, pp. 18-19.