Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE
anno
<
1918
>
pagina
<
195
>
Alfonso La Mormora im. Valdimagra nel marzo del 1849 195
H Monitore Toscano del 2 marzo annunziava il passaggio" con le seguenti parole : Il generale La Marmora, alla testa di un numero considerevole di Piemontesi, è entrato in Lunigiana; e in forza di * alcune disposizioni che il Governo Sardo aveva preventivamen le concordato col Governo Toscano, per causa della guerra, è da spe- rarsi che nulla conturberà il momentaneo ricovero richiesto e otte- nuto dalle truppe piemontesi nel suo passaggio . Il Guerrazzi nella propria Apologia mena vanto di queste parole come d'un atto generoso, trattandosi di fratelli , che mostravano volerci dare il pane colla balestra .
11 passaggio de' Piemontesi per la Valdimagra venne cosi descritto dal capitano A. Brignone, comandante del genio :
La prima operazione cui venne destinata la 6* Divisione fu di occupare i Ducati, percorrendo la strada che rimonta la Magra fino a Pontremoli, valica gli Appennini al passo della Cisa e riscende la valle del Taro lino a Fornovo e Parma. Per agevolare gli alloggiamenti e la sussistenza alle truppe in queste valli, povere ed incolte, il generale La Marmora avanzò in due colonne, che camminarono ad un giorno di distanza, e la compagnia Zappatori venne divìsa in due peUottonì per marciare ciascuno colla avanguardia delle colonne. Il giorno 18 marzo, verso le ore due pomeridiane, partiva da Sarzana la prima colonna e con essa il sottoscritto col comando del 1 pellottone di Zappatori, mentre il *, sotto gli ordini del sottotenente Besagno, recasi a ricostruire sulla Magra, presso Fornolo, un ponte di gabbioni, già altra volta eseguito dall'intera compagnia per una manovra militare. Sino ad Aulla la fanteria camminò isolatamente per sentieri m. riva alla Magra, mentre tutti i carri seguirono la gran strada per Fosdinovo. In seguito le colonne seguirono l'ordine naturale di marcia, ovunque salutate ed accolte coi pia affettuosi segni di simpatia.
Questa strada, attraverso gli Appennini, incominciata sotto l'Impero Francese, è un vero capo d'opera dell'arte dell' ingegnere; considerata sotto l'aspetto militare, ella offre ad un esercito in ritirata molte risorse di difesa ; il passo della Cisa soprattutto, che trovasi alla sommità della catena, è importantissimo. Esistevi una barricata di ;lieve momento. Le truppe som-trono un freddo rigoroso, malgrado il bel tempo.
Il generale La Marmora con le sue truppe giunse a Parma il 22
di inarco* jPensò subito flj pigliar Piacenza per sorpresa; e permeglio
riuscire nell'intento, decise di fare una dimostrazione offensiva su
Brescello. Già aveva preparato all'uopo molte fascine per incen-
diare tutta la pali-zzata che circondava quel forte, di pochissima
importanza, nel quale si era racchiuso il Duca di Modena con poche
sue truppe e pochissimi austriaci, quando il giorno 25 ricevette
lriafausta notizia della disfatta di Novara.
GIOVANNI SFORZA.