Rassegna storica del Risorgimento
1795 ; FRANCIA ; SARDEGNA (REGNO DI) ; GUASCO CARLO
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1954
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73
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La campagna franco-austro-sarda del 1795, ecc, 73
cipe di Waldeck a comandare l'Esercito Cesareo, subordinato però a cenni di S.M. Sarda, che col pomposo grado di Generalissimo delle Armate Austro-Sarde prescriverà senza moversi dal suo Gabinetto le militari operazioni. Ecco le voci che corrono; per altro egli è certissimo che la Corte di Vienna fa con quella di Londra ogni possibile per ritenere la nostra nella loro Alleanza. La guerra dunque continuerà, e finirem d'essere rovinati, aveegnacche non sia per riuscire a Francesi di penetrare in questi Stati. Convien dire che la divina giustizia non sia ancora placata de nostri peccati. Dalle parti di Ceva e del Genovesato il Nemico non fa per ora pia verun tentativo, ed ha preso quartieri d'inverno. Scopertisi gli orribili manupoli, trufferie e frodi commesse dall'Impresario Generale Bi-nefeld con tutta la sua cricca dei Ghia, Barabbi, Stanislao, Sarnassaj ed altri, è stato licenziato dal servigio Imperiale per il primo Gennaio 1796. Il Generale Hitler gli ha, di commissione di Vienna, riveduto ben bene il pelo qui in Alessandria facendogli render i conti per decorso di queste due campagne. È già giunto di Germania un nuovo Impresario il quale probabilmente non sarà più-fedele del suo Antecessore.
29 dicembre.
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Le truppe Tedesche sono ora tutte a quartieri d'inverno e si crede che, a giorni, la nostra Armata di Ceva farà lo stesso, senza però perder di tòsta i Francesi stabiliti in Ormea, Garessio, etc. Le immense ricchezze trovate dagli Inglesi al Capo di Buona Speranza, da essi preso a forza d'armi il di 14 dello scorso Settembre, danno loro con che far la guerra ancor per 10 anni. Tanto peggio per noi.
Le lettere del marchese Guasco al suo intendente terminano con gli ultimi giorni dell'anno, esprimendo la speranza che gli Inglesi con le loro nuove, immense ricchezze possano venire incontro ai Bisogni dei popoli, o meglio dei governi minacciati dalla Rivoluzione. Il Guasco non teme le idee giacobine, ma solo che la guerra, oramai alle porte d'Alessandria, possa sconvolgere la sua tranquilla esistenza di vecchio patrizio, teme questa punizióne divina che sembra volersi abbattere sul Piemonte, teme che queste sventure continuino. E continueranno, infatti, sostenute dal valore dei popoli che si oppongono alla nuova tirannide che sta sorgendo, mentre l'oro inglese servirà a mantenere in vita questa resistenza, e non solo per i dieci anni che il Guasco profetizza nel suo pessimismo, ma per altri anni ancora. H1795 è solo un anno di preparazione, un anno che serve a consolidare e ad assicurare le posizioni di partenza. Col nuovo anno che sorge una nuova figura entrerà gigante a modificare il corso della storia: Buonaparte.
ANGELO MARIA RAGGI