Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <203>
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L'Austria navale
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divisa iti due flottiglie : una agli ordini del comandante Dandolo, per le acque sic ule-na potatane, Tal ira agli ordini del comandante Armeni per le acque greche.
Le Imperiali Reali navi del comandante Armeni dovevano rice­vere lineari co di proteggete il commercio genovese da' pirati, infe­stanti; ii mari del Levante, nella stessa guisa che un'identica prote­zione da' corsari spagnoli le navi da guerra sarde dovevano eserci­tare a prò' del commercio austriaco nel .Mediterraneo occidentale.
Queswifigolare permuta di servigi ira il regno di Sardegna e rimpér d'Austria stava a dimostrare l'identità di vedute dei rispet­tivi governi, ossessionati dalla paura che l'edificio della Santa Al­leanza avesse a rovinare per l'irrequietezza degli spiriti e delle mi­gliori anime di quel tempo.
Per ben comprendere ciò, bisogna tener presente che la rivolu­zione costituzionale del '"20 della Spagna, per i non troppo eminenti politici facenti corona a Mettermeli, aveva la gran colpa d'aver scate­nate le rivoluzioni del '21 nel Napoletano e nel Piemonte, al tempo stesso che la Grecia s'accingeva a rivendicare la libertà e la fede. Questa colpa poi s'aggravava sempre più ai loro occhi perchè, se fu facile all'Austria reprimerle nel mezzogiorno e nel settentrione d'Italia con l'occupazione militare - negli Stati sardi durò a tutto il 1823, negli Stati borbonici durò a tutto il 1827 -, nella Grecia e nella Spagna le rivoluzioni duravano tuttavia con veemenza e con evidente spregio al dogma politico della legittimità.
Poiché salvare questo dogma politico equivaleva abbattere la idea della indipendenza ellenica e quella della rivoluzione costituzio­nale iberica, tanto paventate dall*asaZi.rfismo, il regno di Carlo Felice e l'impero di Francesco I trovarono la ragion comnne di reciproca­mente remlersi servigio nei mari percorsi dai pirati greci e dai cor­sari spagnoli. Senonchè, i pirati greci esercitavano* -com'ebbero ad esercitare poi fino al 1855, la piraterìa vera e pròpria, mentre i cor-saia costituzionali spagnoli s'avvalevano di quel diritto di guerra detto di eorsa'0Msoltanto nell'aprile del 1856 a Parigi, in quel celebre congresso cui partecipo anche Cavour, veniva definitivamente abolito per le nazioni civili.
Giova notare, per la verità dei fatti, come il regno di Sardegna non acconsentisse subito ad energicamente agire contiro i corsari spa­gnoli pria*, perchè i corsari spagnoli non molestavano sui primi tempi il commercio genovese, secondo, perchè, per .quanto il suo governò assoluto non differenziasse da quello dell'impero d'Austria, ciò nulla meno esso voleva mantenersi neutrale nella contesa fra la Spagna costituzionale e la .Erancia di Luigi XYIII, che stava per