Rassegna storica del Risorgimento

PIERANTONI (FAMIGLIA) ; ROMA ; MUSEI
anno <1954>   pagina <165>
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Vita dell'Istituto
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SALERNO. Il consiglio direttivo del comitato si è riunito il 7 marzo u. a. nei locali della acuoia media Torquato Tasso, messi a disposizione dall'oli, prof. aw. Matteo Rcscigno. Il presidente ha riferito che il numero dei soci è arrivato a 43 ed ha accennato alle varie iniziative in corso, quale quella del rinnovamento dell'epigrafe deteriorata ricordante il primo centenario del 1848 e della sostituzione di una nuova lapide a quella per i caduti salernitani di Adua, distrutta dalle incursioni aeree della guerra. Dopo aver dato notizia di altre minori iniziative, soprattutto tendenti a sviluppare l'interesse degli studenti verso la storia del Risorgimento con opportune lezioni e conferenze, il consiglio ha deliberato di partecipare attivamente al prossimo congresso di Messina.
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TRENTO. Nei giorni 4, 5 e 6 del prossimo giugno avrà luogo un con­vegno storico sul tema Rapporti fra il Trentino e le Provincie veneto-lombarde nel sec XIX. Alla organizzazione del convegno stesso, sta attendendo la presi­denza del nostro Comitato. È già assicurata la partecipazione di un notevole numero di studiosi italiani e stranieri. Gli enti locali e l'azienda di soggiorno hanno offerto contributi finanziari. Chi volesse ulteriori notizie si rivolga al pre­sidente del Comitato, prof. Umberto Corsini, Castello del Buon Consiglio, Trento.
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TRIESTE. Nell'aula Giacomo Veneziana della sede universitaria si è inaugurato il 16 gennaio 1954 l'anno accademico del Centro Studi di Storia del Risorgimento dell'Università di Trieste, con il convegno dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Erano presenti i prefetti Vitelli, Delilala, il Magni­fico Rettore, prof. Ambrosino, il capo dell'Ufficio Educazione del G.M.A., prof. Fad-da, il viceconsigliere politico prof. Fabiani, il preside della Provincia, dott. deva, Taw. Manzutto, in rappresentanza del Presidente di Zona, il soprintendente ai monumenti e antichità, prof. Civiletti, il soprintendente di Finanza, dott. Pre-standrea, i professori Udina, Citanna e Valeri dell'Università di Trieste, l'amnt. De Courten, numerosi presidi e professori delle scuole medie, studiósi e cultori di storia tra i quali il preside Gentile, il prof. Schiffrer, il dott. Stefani, il prof. Szom-bathely. Rappresentavano l'Istituto per la Storia del Risorgimento il presidente prof. Ghisalberti, la segretaria generale dott. Morelli e il segretario del Comitato di Trieste, prof. Suadi.
Il prof. Valeri ha aperto la cerimonia con un breve saluto agli intervenuti ed una relazione sull'attività del Centro Studi per la Storia del Risorgimento, quindi il prof. Ghisalberti ha presentato il tema del convegno: Fu il Risorgimento moto di popolo?
Accennato come, fin dal 1939, la Rassegna storica del Risorgimento reagisse a certe tendenze contrarie alla realtà storica, ricordando verità che si volevano dimen­ticare, rievocò come, con uguale criterio scientifico, si preoccupasse anche di sfron­dare molte idee preconcette sulla partecipazione popolare al Risorgimento. L'elenco dei partecipanti alle varie campagne militari e ai moti rivoluzionari dimostra, infatti, che, accanto a nobili e colli borghesi, ci furono artigiani, braccianti, mura­tori, operai; proletariato, Insomma, e In misura maggiore di quanto sì sosteneva un tempo. Nell'anno del centenario del 1848, che fu fertile di utili studi, determinate correnti più politiche che storiografiche, sostennero addirittura che il Risorgimento era stato esclusivamente moto di popolo attribuendone gli errori alle classi elevate. In realtà, la partecipazione popolare variò nei tempi e nei luoghi. Vasta al Nord,