Rassegna storica del Risorgimento
PIERANTONI (FAMIGLIA) ; ROMA ; MUSEI
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1954
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Vita dell'Istituto
scarsissima al Sud, vastissima nello Staio pontificio. Era, peto, Il popolo consapevole delle grandi ideo che animavano le éUies dei vari movimenti? Dagli atti del processi non sembra, per Io meno per i più: in piuttosto la speranza di migliorare la propria posizione, che non la coscienza della libertà dell'unita nazionale ad indurre molti elementi popolani alla lotta. Ma fu bene il popolo a provocare e a vivere ore di fermento e di entusiasmo, come durante le Cinque giornate, come a Venezia e a Roma. D'altra parte, furono moti di popolo, orientato in aenso violentemente negativo, anche la insorgenza dei Lazzari nel 1799 e la reazione della plebe che massacrò Pisacane e i suoi. Ma nel 1860 il popolo meridionale assecondò Garibaldi, e prima, nel 1853, fu il popolo a rispondere all'appello mazziniano per il 6 febbraio. Con l'osservazione, che, com'era necessario sfrondare la vecchia retorica delle figure grandiose e troppo fossi lizzate, conveniva inquadrare nella verità storica anche la nuova dell'esclusivo apporto popolare, l'oratore ha con* eluso la sua applaudita relazione.
Ha quindi preso la parola il doti. Giuseppe Stefani. Dopo una rapida sintesi delle più lontane premesse che crearono il sentimento nazionale italiano, lo Stefani si domanda quale fosse il vero popolo: quello che, insorto a Venezia, proclamava il Manin o quello che due anni dopo acclamava l'imperatore? Quello che a Milano nel 1857, accoglieva festosamente Francesco Giuseppe o quello che riservava la stessa accoglienza due anni dopo a Vittorio Emanuele e a Napoleone HI? Quello che acclamava il re Francesco, o, poco dopo, Garibaldi? La Repubblica Romana o Pio IX? Contribuirono all'ini ila le varie correnti politiche in lotta fra loro, per cui il Risorgimento federalistico e repubblicano si concluse unitario e monarchico.
In realtà vari furono i fattori sia ideali che economici, sia storici che religiosi. E di tutti onesti seppe approfittare il conte di Cavour. A lui, inoltre, il merito di aver fatto del problema italiano un problema internazionale. Senza Plorabières non si sarebbe forse fatta l'Italia. Cavour insomma dimostrò chiaramente quanto possa, sulle forze disperse e confuse, l'unità del volere.
Al dott. Stefani, segui l'aw. Flora, che ricordò come, su otto milioni di abitanti nel regno delle Due Sicilie, ben 400.000 fossero attendìbili (sospetti) per la polizia. Eppure a molti, ai più di essi, nulla ci sarebbe stato da imputare, fl movimento popolare siciliano fu, soprattutto, in funzione antinapoletana. Se scarsa fu la partecipazione del popolo, numericamente intesa, come sempre per i grandi movimenti storici, chi esprimeva, in realtà, l*élite? Il popolo.
Un breve intervento del signor Berti ha concluso che la vera partecipazione di popolo ci fu appena durante la Resistenza. Il prof. Cervani ha sostenuto essere necessario sviluppare gli studi sul problema, perchè negli eventi del passato si cercano le somiglianze e le concordanze con i nostri problemi.
Ha concluso l'interessantissimo dibattito il prof. Nino Valeri, direttore del Centro Studi. Egli, notata la convergenza delle tesi diverse, afferma che anche il Risorgimento rientra nella legge generale che l'azione è opera di una minoranza organizzata, la quale, però, si trascina dietro la maggioranza, ma non a suo arbitrio: l'azione di pochi esprime esigenze reali, aspirazioni diffuse e necessarie, presentendo l'imminente parto della storia. Un caloroso applauso dei presenti ha coronato le parole dell'ultimo oratore e l'opera del convegno.
H 17 gennaio, alla presenza del prof. A M. Ghisalberti e della dott- Mo-
Jr1.'. Ja-!SI. Iugo ra8Semh,ea generale ordinaria del Comitato di Trieste e Gorizia dell istituto.
ri A .Pr?Sfd1ue V.a*?embl<* è ,8,al cbiSmato a Prof. Marino do Szombathely. H prof. Ghis-lbcrt, ha recato il saluto e l'adesione della presidenza nazionale,
2f? /? AT u " **, reUzIone * duranIe ,a <*>* ha ricordato
puro i caduti del 6 novembre, e 0 prof. SuadI quella finanziaria del triennio 19S1-1953. Fu in seguito votata una moztone per la internazione deU'Arcnivto di Stalo.