Rassegna storica del Risorgimento
MARINA AUSTRIACA
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1918
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L'Austria navale
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Così, ripetutamente, a sbalzi, tino al 1828 e '29 s'ebbero trattative di vendita coi governi d'Inghilterra, d'Olanda, del Portogallo, del Papa e persino con quello d'Egitto.
Ma se i Consigli Àulici di Vienna non seppero valutare l'importanza della marina da guerra, che la Monarchia s'era trovata fra mani senza merito e fatiea dal 1814, se neppure seppero valutare l'opera da essa spiegata fino allora in Adriatico, in Mediterraneo, nell'Egeo, a darle un triste valore, ad usarla nefandemente come strumento di tirannide, doveva essere quel bieco reazionario, che si appellò principe di Metternich.
Quelle navi, sulle quali suonava viva ed armoniosa la parlata veneziana, quelle navi, manovrate e condotte con intrepida valentia da ufficiali d'animo e di sangue italiani, dovevano trasformarsi in galere politiche per portare in esilio nomini preclari per virtù, per coltura, pei' lignaggio, colpevoli solo di amare quella libertà, ohe l'assolutismo nordico voleva perpetuamente conculcare.
S'era giunti ad una svolta della storia del secolo xrx. Le crisi rivoluzionarie che toccavano gran parte d'Europa nel 1630-31, avevano eccitate le anime ardenti a tentare mutamenti polìtici. L'idea supremamente morale di questi rivolgimenti, che consisteva nel volere nessun uomo fosse schiavo di privilegi medioevali, giacesse sotto forme superate di governi assoluti, affermavasi imponente ed irresistibile nel campo sociale.
Coli'ascesa di Luigi Filippo al trono di Francia, le fiamme dei carbonari avvamparono si fattamente - perchè sì sperarono dal governo orleanese ausilio di forze armate per combattere le sognate battaglie della libertà - da avvolgere e riunire rapidamente sotto un unico governo indigeno Modena, Bologna, Parma, 'l'intera Romagna e le Marche; vale a dire uno Stato Italiano di quasi due milioni e mezzo, ni abitanti, sorto col proposito nazionale d'integrarsi col rimanente d'Italia.
A tanta audacia d'azione - per un momento parve d'essere ritornati all'epoca napoleonica, nella quale creare un Governo, uno Stato, era tutt'altro che una novità - Metternich, che non poteva di certo rimanere a ciò indifferente, corse subito ai ripari, per soffocare quella rivoluzione dell'Italia Centrale, nella quale militavano uomini dal fulgido passato guerresco, come un generale Zucchi, uomini di un radioso avvenire intellettuale, come un conte Terenzio Mamiani, uomini dì un avvenire imperiale, come un principe Luigi Napoleone.
Infatti s'affretta egli con foga reazionaria a mandare un corpo d'esercito nelle Ro magne, facendolo appoggiare dalla parte del mare dall'I. R. flotta.