Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <210>
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Gonni
Le forze liberali del nuovo Stato italiano, che gioiosamente ave­vano alzato il vessillo tricolore, sono costrette purtroppo dalla pres­sione militare austriaca a ritirarsi, guidate dal generale Zuochi, prima da Bologna a Rimini e, dopo un impari ed avverso combattimento, da Rimini sulla Cattolica per Ancona. Ma le sortì di questo minu­scolo esercito' nazionale son già segnate dal destino. Per quanto il generale Zucchi coi suoi si fosse rafforzato in Ancona e con animo usato alle battaglie napoleoniche attendesse a respingere il nemico che lo premeva, il governo liberale delle Provincie Unite dell' Italia Centrale - che si era asserragliato anch'esso nella capitale delle Marche - per evitare un inutile spargimento di sangue stipulò col delegato pontificio una capitolazione onorevole, colla quale dovevano essere salvi la vita e gli averi di coloro che si erano compromessi in quel moto politico.
Questa capitolazione però, malgrado colla firma del delegato pon­tificio venisse pubblicata al popolo anconetano, come per darne pub­blica fede di sicura, integrale osservanza, entrati che furono gli au­striaci in Ancona, veniva brutalmente strappata dalla irosa prepo­tenza, disconoscente ed irrispettosa d'alcun diritto, che mai sempre distinse l'incorreggibile Austria.
I patrioti che in buona fede erano rimasti in Ancona, sebbene Il loro governo liberale fosse caduto, certi che l'amnistia contemplata nella capitolazione, siccome patto sacro, non potesse venire abrogata, non supponevano mai che: 'Contro di loro invece si ordissero rappre­saglie e vendette. Ma purtroppo così non era. Avuto sentore del pe­ricolo che correvano, un centinaio di essi su di un trabaccolo no­leggialo tentarono la salvezza per le vie dell'Adriatico. Su questo mare di già alarissimo traditi dai vile e prezzolato padrone del trabaccolo, venivano proditoriamente catturati dalla crociera delle I. R. navi nelle acque di: Ancona e condotti prigionieri a Venezia sulla wMBf.bhondansa. Cosi quei cittadini che onorarono e tut­tavia colla lóro fama onorano l'Italia nostra, venivano iniquamente privata della libertà da fratelli, per la circostanza ridotti a strumenti polizieschi, cui la mala ventura aveva imposto di subordinare, sulle coperte delle I. R, navi, il sentimento di nazionalità a quello di un giuramento militare, col quale facevano combaciare l'aspirazione di una gloria guerriera, ch per essi costituiva l'inconscio tradizionale supremo fine pel quale militavano sul mare - siccome gli antenati -gridando San. Marco .
Ma fosse rimasta unica questa ingrata missione imposta alle I. R. navi dall'elegante cinico e reazionario Metternich I Altre purtroppo ne dovevano compiere. Earve che col 1831 per le navi militari del-