Rassegna storica del Risorgimento
FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
anno
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1954
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pagina
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179
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/ lavori del Congresso 179
inediti, che illustrano il movimento delle idee nella Serenissima all'ora della suprema fatale crisi. Questo mio suggerimento non si rivolge a Franco Venturi: inutile predicare a un convertito. Citando Alexandre Deleyre e rilevando l'importanza di un articolo pubblicato da questi nella Gazette Httéraire de l'Europe, il relatore ha dimostrato di saper riconoscere il valore storico di un periodico che ebbe solo due anni di vita (su per giù come il Caffé, suo contemporaneo) e Tinte-resse ancora attuale di uno scritto che vari poligrafi italiani del Settecento discussero con qualche asprezza. Mi permetta solo il prof. Venturi di giustificare un modo di concepire la circolazione delle idee. E questo sarà il mio secondo punto. Mi pare che le idee non nascano da sé, come per generazione spontanea, e che, per circolare, abbiano bisogno di un punto di partenza. Sarà quindi illecito sempre parlare di influenze? Se, come Paul Hazard, io e parecchi altri abbiamo studiato il propagarsi di certe correnti di pensiero e di aspirazioni, di gusti letterari e di forme, credo non sia stato per orgoglio o pregiudizio nazionalistico, ma solo per riconoscere e far riconoscere le origini ed i camminamenti di alcune idee essenziali, per mettere in rilievo la parte avuta da questa o da quella letteratura come ispiratrice o solo come intermediaria. La Svizzera, per esempio, ed anche la Francia sono state spesso dei centri di collegamento tra la mentalità dei paesi nordici e quella dei vari stati italiani. Gli scambi non sono mai stati a senso unico, e le influenze non sono mai state esclusive. Significativo è il fatto che il libro famoso di Arturo Graf su l'anglomania in Italia nel Settecento si apra con un capitolo intitolato Gallomania e Anglomania . L'esame accurato dei fatti verrà a mostrare sempre più che le due manie, anziché verificarsi successive, si manifestarono concomitanti... In terzo ed ultimo luogo, sarò grato al prof. Venturi di precisare se nell'Italia degli anni 1831-1835, sebbene lo sviluppo e la concentrazione delle industrie vi avessero fatto meno rapidi progressi, si possa riconoscere qualche effetto delle insurrezioni operaie avvenute a Lione nel novembre del 1831 e nell'aprile del 1834, se abbia avuto qualche eco, almeno nell'Italia settentrionale, il movimento strettamente economico e sociale dei canute , i Setaioli che volevano vivre en travaillant ou mourir en combattami.
BAUDI DI VESME, richiama l'attenzione sull'apporto del diritto naturale, specialmente da parte germanica nel Settecento. È evidente l'influsso, che si risente anche assai più tardi.
Di CABLO, rileva la vasta sintesi tracciata dal prof. Venturi. Nota come in essa, però, sia per lo meno scarso l'accenno alla corrente del diritto naturale, che nei secoli XVII e XVII! fu in grande auge, e che non fu una corrente strettamente giuridica, essendo il diritto naturale in detti secoli un vero e proprio sistema dottrinario morale, giuridico, politico. Nota ancora che non possono negarsi le influenze d'ordine intellettuale e spirituale: certo, ogni influenza di questa natura non viene subita passivamente da chi la risente, ma con quelle elaborazioni, integramenti e svolgimenti dei quali è capace lo spirito che l'influenza riceve ed in se accoglie. Circa la nazionalità, sostiene il fondamento reale, psico-sociale e storico della nazionalità, rigettando la teoria che vedeva in essa un semplice mito. La nazionalità è una forza storico-sociale, non qualche cosa di puramente fantastico, subbiettivo. Infine accenna alle fonti romantiche della nazionalità ed alla sua storica efficacia.
MANACORDA: Venturi ha accennato solo di sfuggita al timore dei rossi negli anni precedenti il 1848. Vorrei sottolineare che questa paura ha avuto un'importanza molto maggiore di quella che comunemente si ritiene, e che è stata una delle componenti essenziali della linea politica dei moderati. Senza voler risalire a più lontane scaturigini, il momento nel quale la panra del comunismo sorge