Rassegna storica del Risorgimento

FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
anno <1954>   pagina <183>
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I lavori del Congresso 183
SPINI, esprime qualche riserva e vorrebbe maggiori informazioni sull'atteg­giamento del Governo sardo nei riguardi della propaganda antipapale del Gavazzi.
MAIOLI : Mentre convengo nell'esame fatto dal prof. Santini, rilevo che l'opera dell'ex padre barnabita Alessandro Gavazzi fu continuata, nella stessa linea anti papale, anche dopo il 1859-1860. Partecipò alla polemica se Roma dovesse essere lasciata al Papa, come sostenevano il Tommaseo, il d'Azeglio e G. B. Giorgini. Fu per la spoliazione completa, in tutti i toni propugnando che Roma doveva divenire capitale d'Italia.
LIBURDI, l'interrogativo avanzato dal prof. Giorgio Spini relativo alla spesso costituzionalmente impiegabile opposizione del Governo piemontese alla accesa propaganda di politica antipapale del P. Gavazzi ed alla stessa libera diffusione del culto valdese nello Stato (malgrado le chiare affermazioni liberali dello Sta­tuto albertino), mi pare che possa trovare spiegazione anche in quella efficace e pratica azione, politicamente moderatrice, esercitata direttamente da Vittorio Emanuele H sullo stesso suo gabinetto, conseguenza logica ed onesta di quella reciproca simpatia esistente fra Pio IX e re Vittorio, assai bene documentata dai poderosi e recenti volumi del P. Pietro Pirri. Né doveva essere priva d'influenza, a tale riguardo, anche l'azione esercitata sul ferreo Sovrano (tutt'altro che chiuso agli affetti familiari), in senso cattolicamente moderatrice, dalla pia Regina e dalle cristianissime Principesse sabaude, in un'epoca in cui si attuavano tante rigorose leggi riguardanti la laicizzazione dello Stato piemontese procurando cosi vive e giustificate angustie al Sovrano Pontefice.
PRESIDENTE ringrazia il dott. Santini e tutti gli studiosi che sono intervenuti per commentare l'interessante comunicazione.
Ricorda che, a questo punto, egli avrebbe dovuto dare la parola al compianto prof. Alessandro Levi, che aveva annunciato una comunicazione su: Una lettera di una pedagogista americana a Giuseppe Mazzini. Mentre si associa al lutto di tutti coloro che rimpiangono la scomparsa dell'illustre studioso e del caro, indi­menticabile amico, augura che i documenti inediti che il prof. Levi intendeva commentare possano venire presto pubblicati.
Annuncia poi che il prof. Mancini svolgerà la sua comunicazione nella seduta pomeridiana dell'I 1 settembre, e infine dà la parola al dott. Ignazio Weiss.
WEISS, svolge la comunicazione: Voci di esuli dal Rio della Piata (v. p. 6341.
LIBURDI., all'unanime plauso tributato all'interessante e particolareggiata comu­nicazione del relatore unisce anche il suo, lieto di trovare in essa la conferma di quanto egli ebbe già a dire nella propria comunicazione relativamente alle memorie autobiografiche del patriota Papiri. Esse forniscono molti lumi e rag­guagli intorno alla vita ed all'attività degli esuli italiani viventi nell'Argentina e ncJl'Urugauy ed in particolare degli stessi rievocati dal relatore ed in ispecie intorno al Pellegrini, al Carta, ed al bonarense Bartolomeo Mitre e quindi rela­tivamente alla vita giornalistica, culturale, artistica di quella prima metà del XIX secolo, in cui ai ebbero in Rio della Piata e per opera italiana, manifestazioni ed iniziative culturali assai simili all'azione colà più tardi svolta (ed ancora perdu­rante) dalle Università Popolari e dalla stessa Dante Alighieri.
PRESIDENTE ringrazia vivamente il dott Weiss e il prof. Liburdi e dichiara chiusa la sedata.