Rassegna storica del Risorgimento
FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
anno
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1954
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pagina
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187
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/ lavori del Congresso 187
VALSECCUI, rileva che la relazione del prof. Galante Gurrone è di grande interesse) non solo per la ricchezza di notizie e per il suo equilibrio, ma anche per il latto che mette in luce quanto c'è ancora da fare per approfondire il tema. Ricerche Bono state fatte ampiamente in proposito, ma il problema in sé non è stato impostato veramente. Se ne comincia ad avere coscienza appena ora. Si veda, per esempio, quanto è stato scritto di recente sul Buonarroti: la prospettiva è stata allargata, ma non si è ancora raggiunta l'ampiezza necessaria. Inoltre non va dimenticato che il problema non è soltanto relativo all'emigrazione italiana all'estero, a quanto gli Italiani hanno portato al di là dei confini della patria, ma anche a quello che l'Europa ha dato all'Italia per mezzo degli esuli di altri paesi che eon venuti da noi.
PASSERINI Riferendomi non solo alla bella relazione che abbiamo or ora ascoltato, ma pure al felice accenno contenuto in quella dell'amico Venturi, sul rischio di ipostatizzare, al di sopra delle vicende concrete, certe entità ideo* logiche, come ad esempio il giacobinismo, vorrei fornire qualche dato sommario su due emigrati, appartenenti alla stessa famiglia, ma a generazioni differenti, e che si posson dire, benché in forme e in clima storico diverso, simpatizzanti per posizioni giacobine. Guillaume-Michel Cerise, nato ad Aosta nel 1769, fu tra i primi giacobini piemontesi, e sulla fase giacobina della sua attività politica ha fornito ora dati nuovi e precisi Giorgio Vaccarino, nelle sue importanti indagini : sotto l'Impero, questo emigrato piemontese diventa però un ufficiale conformista, abbandonando le tesi babuviste degli anni giovanili e si francesizza del tutto. Muore a Parigi nel 1820. Laurent Alexis Cerise, nipote del precedente, figlio di un notaio di Aosta, nato nel 1807, diviene anch'egli parigino negli anni della Monarchia di Luglio, ed entra nel circolo di quel Bnchez, che, dopo esser stato per un pò* sansimoniano, si era fatto la fama quasi di un fondatore di scuola, propagandando una specie di catholicisme conventionnel, come allora si disse. Li realtà, le indagini storiche di Buchez e dei suoi amici sulla Rivoluzione francese, la loro simpatia per il radicalismo egualitario della Convenzione, la loro attività in ambienti di artigiani e di operai, che sfocia nella fondazione di un giornale, L'Atelier, vissuto un intero decennio, fra il 1840 e il 1850, ha un reale interesse ed anche la collaborazione del Cerise all'attività politico-sociale di tal gruppo andrebbe meglio studiata.
BOUKCIN: L'immensité de la tàche à poursuivre, la quantité enorme des dossiers à consulter indiquent qn'un travail d'equipe est indispensable pour l'oeuvre dont l'orateur a donne une si précise idée. Je souhaite, en particulier, une collaboration italo-Iran cai se. Par aillcurs, à l'entreprise révolutionnaire de l'émigration s'oppose la défense mise sur pied par rantijacobinisme. Le système metteraichien a, par ses interventions militaires, par ses persécutions policières, temè de barrer la route à la montée des détestables idéea propagées par les émigrés.
GIUNTELLA, tra gli esuli italiani riparati in Francia, dopo il crollo delle repubbliche giacobine nel 1799, vanno ricordati i romani. Tra di essi dei nomi illustri,. come quelli di Ennio Quirino Visconti, di Francesco Piranesi, figlio del celebre incisore e incisore egli stesso, di Luigi Angeloni, che finirono per stabilirsi in Francia, adattandosi al mutato clima politico, dopo il 18 brumaio. Ma la frazione radicale di questa emigrazione si schierò con gli estremisti francesi irreducibili avversari della incipiente dittatura napoleonica e insieme ad essi fu perseguitata. La cosidetta congiura dei Romani, diretta contro il Primo Console, sulla vera