Rassegna storica del Risorgimento

FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
anno <1954>   pagina <188>
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/ lavori del Congresso
consistenza della quale non sì è ancora fatta luce e che costò la vita allo scultore Ccracchi e al Diana (30 gennaio 1801), fu l'episodio culminante di questa crisi interna dell'emigrazione romana. Di questa emigrazione alcune recenti fortunate scoperte nell'archivio del Ministero degli esteri francese hanno permesso di chiarire le iniziali vicende e la composizione.
CARBONE: Allo studio della emigrazione politica può portare un contributo, sul piano della documentazione, l'esame delle carte della Polire Général-Affaires politiques , che ho condotto negli Archives Nationales di Parigi. Di queste carte ho preparato un inventario analitico, facendo la descrizióne, la più ampia possi' bile, del contenuto di ogni fascicolo relativo, direttamente o indirettamente, alla storia d'Italia, riportando e sistemando il più delle volte in ordine alfabetico tutte le liste dei rifugiati italiani in Francia, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Inghil­terra, segnalando la loro età, la loro condizione sociale, il paese di origine, il loro domicilio in Francia e altrove.
Si tratta di un inventario che tocca uno dei momenti più significativi della nostra emigrazione politica: esso va e in ciò ho voluto continuare, anche se con criteri diversi, il precedente lavoro di Baldo Peroni dal 1814 al 1834. ed è particolarmente ricco dal 1821 al 1830. Per l'ampiezza delle notizie riportate, molte delle quali completamente sconosciute, ci sembra possa costituire una fonte notevole per lo studio della storia interna dei rifugiati in Francia, della loro vita di ogni giorno, dei loro mezzi di sussistenza, delle relazioni tra di loro e con altri liberali francesi e rifugiati stranieri, e integrare altre fonti per quanto riguarda la Svizzera, la Spagna, i Paesi Bassi, l'Inghilterra, la Germania.
Ih questa sede di intervento nella discussione Bulla relazione di Galante Gar­rone non rientra naturalmente una descrizione né analitica né sommaria di questo inventario, ma è evidente che nella sua elaborazione ho incontrato, e in alcuni casi cercato di risolvere, taluni problemi che non erano soltanto di metodologia archivistica, ma che toccano in realtà il problema storico vero e proprio della nostra emigrazione: per esempio la questione dell'età dei rifugiati e la condizione sociale. Dati freddi e in certo senso aridi nei documenti dell'Archivio di polizia, ma che a noi invece dicono qualche cosa di assai vivo ed umano. Per questo li ho trascritti con estrema cura e su di essi sto elaborando la prefazione del­l'inventario.
SALVATORELLI: L'ora è troppo tarda per una più lunga discussione. D'altro canto, l'interessantissima relazione di Galante Garrone e i successivi interventi hanno recato un contributo di grandissimo rilievo ai nostri studi ed hanno im­postato un problema che merita più larghi sviluppi. Per conto mio, mi limito a prospettare un modesto tema marginale, ma non privo d'una sua validità e d'una sua ragione. Abbiamo sentito dei rapporti politico-intellettuali degli esuB; ma come gli esuli stessi vivevano? Quali erano i loro mezzi di sussistenza? Quali individui o quali persone li aiutavano?
PRESIDENTE, porge ancora il suo sentito ringraziamento al relatore e a tutti coloro che sono intervenuti nella discussione, e dichiara chiusa la seduta.
La sera i congressisti si sono recati a visitare la Mostra dell'antiquariato, alle* stita a Palazzo Strozzi.