Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <211>
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L'Austria navale
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V Austria si fosse iniziato un periodo di lavoro odioso e doloroso, per potere cosi in vari anni torturare le anime dei marinai veneti mili­tanti sotto l'aquila bicipite; parve che 1Q scopo di una marina da guerra fosse divenuto principalmente quello d'operare da ogni con­trada le deportazioni di coloro che amavano la libertà della pro­pria terra.
Nel 1832, i liberali della corvetta Abbondanza stati catturati, come vedemmo, innanzi ad Ancona nel *Sl, nove mesi dopo la sof­ferta prigionia a Venezia, sono imbarcati sulla fregata Medea per essere deportati pai-te a Marsiglia e parte in America.
Nel 1833 una divisione composta dalle fregate Guerriera, Me, Lipsia, deportarono a Nuova York quei poveri polacchi che anch'essi nei rivolgimenti del '31 avevano tentato di infrangere le catene della schiavitù.
Cosi non solo patrioti italiani le I. R. navi deportano in esilio, ma anche i figli dell'eroica infelicissima Polonia ! L'Austria si studia d'essere odiata. Ogni nobile anima, che palpitasse per l'indipendenza della propria patria, trovava in essa la volontaria carceriera. Par quasi un assurdo, ma è cosi. In questa sua triste missione persiste ancora adoperandovi senza alcun riguardo le navi da guerra.
È nel 1834 che la fregata Lipsia, da Trieste ritorna in America con altri polacchi condannati all'esilio.
È nel 1835 che dalla divisione dell'Adriatico vengono distaccate la fregata Guerriera e la corvetta Adria, per trasportare altri gruppi di polacchi in America ed alcuni amnistiati politici italiani a Mar­siglia.
È nel 1836 che ancora la fregata Guerriera ha il triste compito di deportare altri polacchi a Tolone, da dove poi saranno condotti in Algeri.
È nei medesimo 1836 ohe la corvétta Ussaro il 6 agosto da Trieste parte per l'America . deportarvi illustri cittadini italiani, condannati nei proRessi d'.el W e miracolosa mente sopravvissuti alle dure carceri di Gradisca, e di Spielberg*
Metternicb aveva cosi brutalmente ntui zzata la marina dW im­pero come uno strumento poliziesco per la sua mania reazionaria. Ma colemetterla a contatto di tante anime ardenti al pensiero di pa­tria, col farla vivere nelle non infrequenti e non brevi navigazioni in Mediterraneo ed in Oceano in comunanza di tanti ribelli all'asso­lutismo, inconsciamente-.aveva favorito in essa lo sviluppo dei sen­timenti d'italiani là. Sentimenti questi tutt'a che proscritti nella Scuola di Marina di Venezia, Professori italiani di razza e di coltura insegnavano ai giovani allievi - i futuri ufficiali e comandanti del-