Rassegna storica del Risorgimento
FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
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1954
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190
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190 / lavori del Congresso
che più soffrivano delle conseguenze della rivoluzione industriale . Ma può parlarsi davvero dì un qualche rapporto fra questa organizzazione wesleyana ed il Cavour ministro subalpino? Direi di no: e la relazione del dott. Marcelli non fa che confermarmi in questo giudizio non essendovi iti essa traccia alcuna di un rapporto del genere.
Vi si parla invero di rapporti del Cavour con lo Shaflcsbury e con gli esponenti della Chiesa Valdese, come il Pastore Melilo ed il deputato e banchiere Malan. Ma lo Shaftesbury, che io sappia, non lasciò mai la sua Chiesa Anglicana natale per una congregazione wesleyana; né la Chiesa Valdese accettò mai di rinnegare hi propria tradizione storica, per trasformarsi in succursale del metodismo inglese. Lo Shaftesbury apparteneva a quella corrente di pietiati, in seno alla stessa Chiesa Anglicana, che già erano noti alla fine del Settecento col nome di evangeli cai s ; ed è certo che sulla formazione degli evangelicals molto potè l'influenza del metodismo, con il suo esuberante fervore ed il suo attivismo umanitario. È vero altresì che nei cenacoli degli evangelicals poterono incontrarsi e collaborare membri della Chiesa Stabilita, come lo Shaftesbury, e non conformisti, come i wesleyani. Ma ciò non vuol dire che metodisti ed evangelicals siano stati la medesima cosa. Che altrimenti, tenuta presente l'influenza della Compagnia di Gesù sul cattolicesimo post-tridentino, tanto varrebbe battezzare per gesuita ogni fervente cattolico o dir che la Società di Gesù e l'Azione Cattolica sono la medesima cosa.
È vero indubbiamente che gli evangelicals, come lo Shaftesbury, a volte erano chiamati metodisti , specie da coloro che non ne condividevano i fervori pietistici. Ma si tratta soltanto di un nomignolo scherzoso, a carattere polemico, su per giù come quelli di tories e whigs con cui furono designati per tanto tempo i due massimi partiti inglesi. Né i tories, certamente, erano davvero dei tories , cioè dei banditi irlandesi cattolici, né i whigs erano realmente dei whiggam , cioè dei bovari scozzesi presbiteriani, che gli uni e gli altri erano inglesi puro sangue, di condizione sociale ben diversa da quella del bovaro o del bandito, e di religione anglicana, anziché cattolica o presbiteriana. Con quei soprannomi, dunque, si voleva soltanto accentuare paradossalmente sino alla caricatura la loro peculiare tendenza politica. E sarebbe davvero ingenuo, sulla base di questo scherzo, parlare di loro come veri tories e veri whiggams. Lo slesso discorso pertanto vale nei confronti dell'appellativo di metodisti, affibbiato agli evangelicals della buona società inglese, cui apparteneva lo Shaftesbury. Che oltre lutto non mancava neppure, in quell'appellativo, una sfumatura caricaturale, anche dal punto di vista della classe sociale cui il nobile lord apparteneva, in quanto, dato il carattere popolare del movimento wesleyano, chiamare metodista un conte di Shaftesbury equivaleva un po' a dargli dello scamiciato o del miliardario rosso . Non già che ai primi dell'Ottocento mancassero ormai al metodismo seguaci nelle più alte classi sociali inglesi o non si fosse verificato anche per i wesleyani quel fenomeno di silenziosa ascesa economico-sociale, che è tanto caratteristico di ogni setta non conformista. Ma la parola metodista continuava ugualmente ad evocare un ambiente di rozze mani callose e di predicatori gesticolanti sulle piazze dei quartieri popolari. Non per nulla, persino adesso, a tanta distanza di tempo e di eventi, chi abbia la curiosità di vedere quale sia la personale affiliazione confessionale dei singoli membri del Parlamento britannico, deve constatare che i deputati di confessione metodista siedono praticamente tutti nei banchi dei laburisti anziché dei conservatori.
Non meno inesatto è poi quello che il dott. Marcelli asserisce del risveglio protestante dell'Ottocento, dandolo a volte per identico o quasi al movimento metodista, e parlandone altre volte come di una rinascita calvinista. Proprio perchè movimento fondamentalmente pietistico, dai contorni teologici quanto mai