Rassegna storica del Risorgimento

FIRENZE ; CONGRESSI STORICI
anno <1954>   pagina <197>
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/ lavori del Congresso
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CIUREANU, svolge la comunicazione: Rapporti giornaUstici e culturali fra Italia e Romania dal 1850 al 1860. Cesare Correnti e Tullio Mussar ani filorumeni (V. p. 312),
MONTINI, esprime all'oratore il suo compiacimento per l'importante contributo che sottolinea le vive correnti di simpatia che hanno legato sempre l'Italia alla Romania.
PRESIDENTE ringrazia il prof. Ciureanu e dà la parola al dott. Giorgio Vaecarino.
VACCARINO, svolge la comunicazione: Contributo agli sludi sul giacobinismo anarchico* e le origini dell'Unità italiana (v. p. 596).
CORTESE, desidera conoscere se fra i giacobini piemontesi affiliati alle logge massoniche risulta al Vaecarino che vi fossero dei futuri organizzatori della Carbonerìa.
FASANARI: Richiamo l'attenzione sulla figura di Angelo Pico, giacobino pie­montese emigrato in Francia al tempo della reazione austro-russa, più volte citato dal dott. Vaecarino. La figura del Pico (massone, giacobino, patriota) meriterebbe di essere approfondita nella sua compiutezza. Notevolissima fu l'azione del Pico anche a Verona, durante la campagna d'Italia del 1796-1797. In tale circostanza egli si distinse particolarmente come organizzatore dei giacobini, prima delle Pasque veronesi, e successivamente come direttore della locale sala di Pubblica Istruzione. Ricostruendo la personalità del Pico dal 1794 alla proclamazione del­l'Italia napoleonica si potrebbe ricostruire anche nelle sue linee più significative, il movimento massonico giacobino patriottico italiano, di cui il Pico fu una delle più tipiche figure, tanto più interessante in quanto su di lui furono discordi i giudizi dei contemporanei, per cui, anche al momento presente, la sua figura non ci appare ancora posta in una luce di definitiva chiarificazione.
FRANCOVICH: Anche a me risulta che in seno alle logge massoniche conformiste e lige al governo napoleonico esistevano degli elementi giacobini e repubblicani, che erano collegati fra di loro con particolari segni di riconoscimento e che si servivano delle logge ufficiali per reclutare elementi alla loro causa e per masche­rare col simbolismo generico della massoneria la loro azione politica. Secondo me, furono questi gli elementi che, pur restando nelle logge ufficiali, organiz­zarono VAdelfia e la Carboneria, dirigendole dal seno di queste logge. Così si spiega la permanenza del Buonarroti nella Massoneria ancora nel 1825 e quella del de Prati, che del resto ne accenna chiaramente il motivo, come ho rilevato nel mio articolo sugli Illuminali di Weishaupt.
GIUNTELI, A, ricorda gli importanti studi condotti dal Vaecarino sul giacobi­nismo italiano in genere e in particolare su quello piemontese. II nuovo contributo, offerto con la presente comunicazione, si inferisce in questa ricerca che tende a chiarire le vicende e i protagonisti di quel, primo movimento politico italiano. Per quanto riguarda i giacobini romani desidera ricordare che tra di essi si fa strada una corrente radicale, che giunge fino a proporre in seno alle Assemblee legislative una riforma agraria.
PRESIDENTE ringrazia Foratore e si compiace con lui per aver suscitato una cosi interessante discussione. Dà quindi la parola al dott. Aldo Berselli.
BERSELLI, svolge la comunicazione: La relazioni fra i cattolici francesi ed i cattolici conservatori bolognesi (1858-1866) (v. p. 269).