Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <213>
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L'Austria uunale
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temente ma sicuramente vediamo vanire nel nulla. L* integrità del­l'impero ottomano fu la base sulla quale le cancellerie trattavano, perchè i singoli egoismi che le tenevano divise, non facevano veder loro le ragioni morali che avrebbero dovuto invece consigliarle ad unirsi per abbattere tanta mostruosità di "governo corrotto e corrut­tore. Si giunse al punto che tutte le grandi potenze, eccettuata la Francia, passarono dalTappoggiare diplomaticamente la Turchia, a sostenerla militarmenti. Ed ecco come
Il Gran Sultano aveva in Egitto un Viceré, Mehemet-Alì. Questo principe ambizioso colse risolutamente il destro dell' indebolimento in cui era caduta la Turchia, per tentare di scuotere il vassallaggio, col proclamarsi padrone della terra faraonica e per ricostruire in Siria l'antico impero dei Tolomeì. À tal fine manda il figlio Ihrahim con un esercito ad occupare la Siria, indi l'Anatolia, poscia a minac­ciare Costantinopoli.
11 governo ottomano, atterrito, chiede ausilio alla Russia, la quale manda un corpo d'esercito a Scutari e la flotta del Mar Nero nei Mar di Marinara. La mossa russa arresta la marcia di Ihrahim. Ma la presenza dei russi sul Corno d'Oro riusciva incresciosa al Gran Sultano. Egli viveva in sospetto, si che trattò col suo vassallo Viceré d'Egitto per riavere l'Anatolia, lasciandogli da Siria conqui­stata (1833). La pace parve sincera. Nel 1839 però 'l'antica contesa si riaccènde. L'offensiva, questa volta, vien presa dalla Turchia, cJbfe manda un'armata nj rSiria e la (lotta ad Alessandria. L'armata egiziana, anche per la defezione di alcune truppe ottomane, batte sonoramente l'armata del Gran Sultano a Nebiz. (A questa battaglia, quale addetto allo stato maggiore turco, assisteva un ufficiale tedesco destinato a grande fama; Moltke). La flotta in ordine dì. attacco in­nanzi ad Alessandria, per tradimento dei suoi comandanti, si dona al Viceré. La Turchia è spacciata: l'esercito ha distrutto in Siria; la flotta ha perduta in Alessandria. A questo punto - siamo giunti al 1840 - Russia, Prussia, Inghilterra ed Austria intimano a Mehemet-Alì di abbandonare la Siria e di restituire la flotta al Gran Sultano.
Giova osservare che l'Austria entrò per ultima nella coalizione contro il Viceré di Egitto, il quale, di sottomano, era sostenuto dalla Francia. Questa, occupata per la conquista dell'Algeria - ex provin­cia del Sultano - e per contrastare la politica mediterranea dell'In­ghilterra, s'era naturalmente tenuta in disparte. L'Inghilterra poi non era allora la formidabile potenza navale che divenne poi, mentre la Francia possedeva una flotta ragguardevole, ohe se si fosse aggregata, nel caso d'una sua più lìmpida politica egiziana, quella del Vieér sarebbe- riuscita a prevalere; rispetto alle forze navali inglesi. Perciò