Rassegna storica del Risorgimento
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1954
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Franco Venturi
vigore quelle ohe, cól nome spagnolo all'origine, si chiamano liberali o affiora quel nascente senso nazionale che si radica in Italia, Germania e Spagna.
Naturalmente questa varietà favorisce i tentativi compinti dagli stati e dalle diplomazie per utilizzare le sette ai loro propri scopi, facendone degli strumenti di lotta contro Napoleone e poi di affermazione dei propri interessi nella riorganizzazione dell'Europa. Quale che sia l'origine della carboneria italiana (e non mi pare che si possa affermare che il problema sia del tutto chiarito anche dopo gli studi più recenti) è noto come anch'essa sia stata influenzata dai tentativi inglesi di dare un significato antinapoleonico, insieme costituzionalista e nazionale, alla corrente unitaria italiana. L'opera di Walter Maturi sul principe di Canosa ci ha mostrato tutto l'interesse di questo aspetto della nostra vita politica. Rosario Romeo, nel suo recente ottimo lavoro sul Risorgimento in Sicilia ha dedicato un capitolo al tentativo siciliano ispirato da quel Lord Bentinck che, come egli osserva era uno dei primi esponenti di quella corrente liberale a carattere europeo composta d'inglesi e non inglesi, che nella prima metà del secolo diciannovesimo guardò all'Inghilterra costituzionale come a modello e riuscì ad infonderne le istituzioni a tutta l'Europa occidentale . H peso storico del modello inglese va al di là delle sette, trova un abile propagandista in Augusto Bozzi G-ranvilìe e un embrione di partito nel nord Italia nel gruppo degli Italici puri. Mala parte più attiva dell'organizzazione di queste tendenze resta pur sempre il mondo settario e ad esso dobbiamo guardare per seguire gli sviluppi che questa corrente prenderà il giorno in cui abortirono tutti gli altri tentativi di mantenere intanto quel tanto di unificazione e quel moto di riforme che il dominio napoleonico aveva portato all'Italia.
Anche i movimenti del 1820 e del 1821 non possono essere intesi se non in quadro internazionale (e qui dobbiamo parlare di quadro internazionale e non più soltanto europeo per il rilievo che van prendendo i movimenti delle colonie spagnole nell'America del Sud).
Il tentativo fatto in Sicilia era riuscito in Spagna: libertà nazione e tradizione avevano lottato insieme contro l'invasione napoleonica. Favorito da questa confluenza un elemento nuovo era intervenuto nella lotta e aveva deciso le sorti della guerra: il popolo in armi. Con un grado molto inferiore di spontaneità, con una minore coscienza di libertà, ma con un'armatura culturale e filosofica d'altro valore si era sviluppata la guerra d'indipendenza tedesca. In Russia Fepicità della lotta aveva messo in movimento tanto i contadini-servi quanto le classi intellettuali che guardavano all'Inghilterra o speravano riforme. I movimenti che vanno dal pronunciamento di Riego del 1820 alla rivolta dei decabristi del 1825 costituiscono il tentativo di far trionfare le forze che si erano così rivelate e che poi erano state messe da parte o schiacciate dalla Santa Alleanza.
Giustamente perciò si è parlato di mito spagnuolo e si è fatto notare l'eco che anche da noi ebbe la guerra russa (che si alimenta e si continua nella visione d'un Alessandro I liberale e protettore dei movimenti d'indipendenza), così come si sono notati i legami tra le congiure piemontesi, milanesi ed il Tugendbund. Ben inteso, potremmo altrettanto parlare dell'importanza dei nostri moti del *21 nell'ulteriore sviluppo della rivoluzione in Spagna (e l'apporto dei nostri emigrati fu di notevole peso) o dell'eco tra i decabristi di quel che era avvenuto a Napoli o a Torino. H risorgere della Grecia diverrà