Rassegna storica del Risorgimento
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1954
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La circolazione delle idee
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Un bilancio complessivo è dimoile, data la varietà dei fenomeni e, aggiungiamo, una differenziazione tra i vari stati italiani che riemerge e talvolta sembra addirittura approfondirsi, come nel Piemonte. La cultura francese è quella che ha maggior peso e, accanto ad essa, quella dell' Helvetia media-trix che continua la sua funzione e che si trasforma poco a poco in un campo sperimentale delle varie correnti politiche europee. Sella cultura inglese vengono assorbiti soprattutto gli elementi più ufficiali e tradizionali. H riapparire delle tendenze inglesi messe nell'ombra dalla lunga guerra, delle tendenze che fanno capo a Godwin e che vanno dal socialismo agrario ai primi economisti socialisti ispirati da Ricardo sembra restare senza echi sensibili. La Germania è nota tra noi soprattutto attraverso la Stael o Victor Cousin e, come in gran parte d'Europa, il pensiero nato tra l'uno e l'altro secolo in Germania non comincia ad operare sul piano politico che attorno al 1830. Romagnosi chiamava {strambotto l'hegelismo e esortava la gioventù italiana a non lasciarsene distrarre. Soprattutto significativa è la fortuna di colui che domina intellettualmente questo periodo, di Sisniondi. Forzando le tinte per amor di brevità potremmo dire che al di là delle Alpi egli finisce per essere noto essenzialmente come economista, da noi come storico. II raffronto che naturalmente dovrebbe essere nuance per diventar più aderente ai fatti, è pur sempre significativo. Lo spirito riformatore trova nelle idee del liberalismo e magari nel concetto della Stael che antica è la libertà e nuovo è il dispotismo una nuova base e una nuova forza. Ma Tener già che avevano avuto i nostri riformisti del Settecento nel confrontare principi e realtà, nel servirsi dei principi per conoscer la realtà si smorza nella moderazione, qualche volta nel dottrinarismo e spesso nella modestia dei compiti e delle prospettive politiche. La stessa riflessione sull'organizzazione della libertà, sulle costituzioni, risente tanto più fortemente del dottrinarismo quanto più è avulsa da quei concreti problemi di solidificazione e di sviluppo della Carta che si dibattono in Francia.
Come dovevano dimostrare i moti del '31, questa scarsità di vigoria politica si poteva constatare anche nella continuazione e nella ripresa del movimento carbonaro e settario. Il confronto con le nuove correnti ideali e politiche, come la sansimoniana o la owenista, con la ripresa delle forze più propriamente democratiche in Francia, il vagheggiamento di una federazione italiana che prendesse a suo modello gli Stati Uniti d'America, o, più semplicemente, la presa di contatto con l'evoluzione politica reale dell'Inghilterra e della Francia è sostanzialmente opera di esuli, di Buonarroti, Angeloni, Sali], Prati e Pecchie, per non citare che qualche esempio. Se dalle loro lettere o scritti, di cui ci parlerà domani Galante Garrone, passiamo a guardare coloro che cospirano nell'Emilia, in Romagna, nell'Umbria, in Toscana o nelle Marche vediamo la moderazione politica accompagnarsi ad una minore apertura Sull'Europa e le loro fòrmule rimanere spesso nei limiti di un riecheggiamento di quel che si era già detto dieci anni prima.
Lo sperato intervento francese non venne, ma l'esempio delle tre gloriose, di tutte quelle forze ohe esse portarono alla luce in Francia, come poi l'esempio della rivoluzione belga e polacca, fecero sorgere quei diversi tentativi di cristallizzare lo slancio romantico che s'era mostrato vivo nei moti del 1831 e che non aveva trovato forme, forze e ideologie adeguate. Il giovanissimo Montanelli tenta di creare un movimento sansimoniano a Pisa,