Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <214>
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214 Q. Gmni
Mettermeli manda le L R. navi in ausilio a quelle dell1 Inghilterra, non solo per sostenere il legittimismo turco, come si è accennato prima, ma anche per far atto d'opposizione alla Francia borghese e costituzionale di Luigi Filippo, ch'egli reputava, per la sua arretrata mentalità, uno scandalo di governo liberale.
Ora l'intimazione formale degli alleati al Viceré, perchè rinsa­visse dai suoi sogni ambiziosi, portata in Alessandria dal piroscafo-avviso inglese Ciclope, fu sdegnosamente respinta.
Giunte le cose a questo punto, si passò dalle trattative all'azione.
Alla flottta inglese del Mediterraneo, comandata dall'ammiraglio Stopfort, s'era unita la divisione navale dell'I. R. Veneta Marina di stazione in Levante, comandata dal contrammiraglio Francesco Ban­diera. Questa divisione era composta dalla Medea (fregata ammiraglia), dalla Lipsia, dalla Clemenza, dai brigantini Veneto e MontecuccoU, dalla goletta Aretusa e da un piroscafo del Lloyd Marito-Anna. S'ag­giunse ben presto alla I. R. divisione la fregata Guerriera, coman­data dall'arciduca Federico, reduce da poco da un viaggio d'istru­zione compiuto sulla corvetta Carolina. La campagna, che s'iniziò subito con bombardamenti e sbarchi, fu breve ma risolutiva. Mentre la flotta egiziana è bloccata in Alessandria, una parte della flotta alleata opera sulle coste della Siria, Il 19 settembre, a Beirut, una compagnia di marinai della fregata Lìpski. comandata dall' ufficiale Ghiggia, va a terra a prepararvi il terreno per farvi discendere delle truppe ottomane, che erano giunte in porto sul piroscafo-avviso Mo> via-Anna. La breve vivace scaramuccia ch'ebbero gli I. R. marinai veneti con le truppe d* Ibrahim, per assicurarsi la base di sbarco, fu onorevolissima per loro: essi diedero bravamente un primo saggio del loro valore. Il 23 la fregata Guerriera, con un reparto della flotta inglese, veleggia alla volta di Sidone, con Poi-dine dell'ammiraglio Stopfort d'impossessarsene. Il 26 l'attacco è iniziato. Rotte che fu­rono in breccia le mura della città dalle cannonale navali, irrompono a terra le compagnie da sbarco sotto il fuoco nemico. Due ufficiali di marina, un inglese ed un veneto, gareggiano coi loro a chi prima pianterà la propria bandiera sulle mura assalite. Arriva prima l'uf­ficiale veneto Domenico Chihca che, coi suoi correndo innanzi agl'in­glesi all'assalto, agitava il drappo imperiale gridando Guerriera, Guerriera ; il nome della propria nave, come grido di guerra aveva scelto quel prode e non già quello, d'AbsburgoI Egli diverrà in altri tempi valoroso ufficiale della marina italiana.
Il primo novembre la flotta alleata, forte di 26 navi, attacca S. Giovanni d'Acri, In questa azione un altro ufficiale veneto, Fran­cesco Baldisserotto - anch'esso diverrà più. tardi ufficiale della ma-