Rassegna storica del Risorgimento
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1954
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Franco Venturi
Non è forse interessante veder Pisacane a contatto con qucll'Angelson di cui ci parla nel suo epistolario e che dev'èssere identificato col russo Engel'son, partecipe ai gruppi fourieristi russi, amico di Hexzen e suo collaboratore, il cui saggio intitolato Che cos'è lo stato? non è privo di importanza per chi voglia capire la fase immediatamente postquarantottesca del socialismo europeo ? Tutta l'evoluzione di Ferrari, legata allo sviluppo della cultura francese da Quinet a Proudhon e pur cosi preso dal problema irrisolto della politica machiavellica della ragion di stato, è particolarmente utile per intendere questa corrente di idee che trova in Cattaneo la sua più. ricca e armoniosa espressione, in Montanelli una forma che è naturale abbia attirato l'attenzione di Nello Rosselli, e in Pisacane una forza politica e morale unica ed esemplare. Quel dramma fra gli esuli di cui il compianto Antonio Monti ci ha narrato le vicende può esser ripreso in considerazione mettendolo in rapporto alla storia di tutto il socialismo subito dopo il '48. La pubblicazione dell'epistolario di Orsini, che Ghisalberti ci ha dato, cosi come quella del carteggio di Cattaneo, che Caddeo ci ha fornito, costituiscono le indispensabili 'basi per proseguire nella ricerca.
Episodio della storia delle idee che avvince la nostra attenzione. Ma che sarà interrotto e chiuso dall'impossibilità in cui si trovarono questi uomini di trovare un piano comune d'azione. Solo Pisacane, a costo del suo sacrificio, passerà oltre questo punto morto. Da una parte la tenacia di Mazzini anche sul piano dei contatti europei, con la creazione del Comitato centrale democratico europeo e, soprattutto, con la ripresa dell'azione in Italia, e dall'altra l'attività politica e diplomatica di Cavour apriranno ben presto la fase nuova e conclusiva del nostro Risorgimento. I rapporti col pensiero europeo saranno ormai legati indissolubilmente alla formazione dell'Italia, alle vicende e alle lotte pratiche di ogni giorno.
Al centro sta ormai, senza più eclissi o incertezze, il problema del sorgere dello stato italiano. È logico che questo problema, come quello dei primi tempi della nuova compagine nazionale, stia al centro dell'interessamento di molta della nostra storiografia attuale. L'opera di Chabod ci ha dato l'esempio di un'armonica visione dei rapporti tra Italia e Europa e della luce che se ne può trarre per conoscere più a fondo anche le nostre questioni interne. Ma questo problema, tanto vivo, ripeto, è ormai fuori del quadro, già troppo ampio, che ho tentato di tracciare fin qui, con l'unico desiderio di fornire qualche tema per un utile dibattito, di suscitare obiezioni, discussioni e, soprattutto, un tanto indispensabile completamento e arricchimento.
FRANCO VENTURI