Rassegna storica del Risorgimento
CAMERONI CARLO ; MANIN DANIELE ; SOLER GIUSEPPE
anno
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1954
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pagina
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249
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Drammatica vicènda dell'abate Camerotti, eco, 249
tisi a difendere Manin, il loro capo ormai esule anche Ini, al quale il Soler a un certo punto del suo libro aveva osato indirizzare queste parole di scherno:
Ed ora anzi daolmL che questi miei sensi di verità e rampogna, per tristi necessità de* tempi invece che poter giungere come avrei desiderato e ambito alle orecchie dell'uomo tuttavia dittatore e felice, arrivino a quelle dello scaduto e del profugo; il quale non avendo più né forza di satelliti, nò autorità di comandi, ne tesoro di catene e d'esilii, per decorar Patto del mio coraggio, potrebbe forse amaramente rispondermi: tu dai il calcio al Leone prostrato.
Congetture ripeto che pero sembrano addirittura cadere quando veniamo a sapere che tra il Camcroni e il Soler era stato steso a proposito della stampa imminente del libro, un contratto datato da Torino, 26 gennaio 1850 e firmato da ambedue, in cui si confermavano in iscritto le già fermate intelligenze verbali e nell'articolo Y (l'ultimo), si diceva che Estinte tutte queste spese, tutto il resto verrà diviso tra noi per giusta metà alla fine di ogni settimana. E questo lo sappiamo perchè il Soler, quando fu stufo di essere bersagliato dagli emigrati i quali dal marzo andavano affiggendo sui muri della capitale un avviso a stampa in cui suppergiù, si ripeteva ciò che era avvenuto nella famosa seduta dell'U febbraio, abbiamo già fatto cenno di questi avvisi murali si difese a mezzo dei giornali pubblicando proprio il testo del contratto ne1 La Concordia citata del 26 maggio 1850.
Comunque, se si resta meravigliati del come il Camcroni abbia accettato la dedica, la meraviglia si fa più forte di fronte a quanto si è appena ora visto e tanto più che nell'incarto c'è una lettera di un causidico Rodella in cui si parla di una causa intentata a mezzo di un certo avvocato Faroletti dal Cameroni al Soler, lettera che purtroppo non è seguita da altre che ci dicano le ragioni vantate dal querelante. Compare invece il 1 maggio 1851 un certo causidico collegiato Giuseppe Sassi, abitante in Torino, in via d'Italia N. 9 bis, il legale cui si affidò il Soler senza prevedere che poi non avrebbe avuto modo di pagare le L. 117,55 esposte in una parcella figurante nell'incartamento accanto alla prova che esse furono invece pagate dal Cameroni, come risulta dalla nota del 3 settembre di quest'ultimo al Soler:
Vi partecipo che stamattina venne tacitato in lire cento il causidico Signor
Sassi. Godo di riconfermarmi vostro uff. amico ,, -, .
J Abate Carlo Cameroni.
e pagate d'ordine dell'Intendente Generale, stando alla lettera seguente che dimostra quale meticolosità si seguiva nell'uso del denaro dello Stato e la trafila per cui si giunse alla chiusura della vertenza.
Comitato Centrale ecc. Torino, 3 settembre 1851
Visto il Decreto dell'Ili. Signor Intendente Generale Presidente di questo Comitato, il quale abilita il sottoscritto a pagare la somma di L. 117,55 al Signor Causidico Collegiato Sassi, di cui è creditore versoli Signor Avv, Soler con denari di provenienza del libro I Dieci Giorni dell'Insurrezione di Brescia, non permettendo che si paghi detta somma coi fondi del Governo e della carità cittadina. Fatto riflesso che il denaro di provenienza del libro suddetto è fruttifero perchè fu a tal uopo versato nella Cassa del Municipio, ritiratene relative cedole, e che perciò stando alla lettera del detto Decreto si perderebbe il frutto del denaro di cui è creditore il Signor Sassi verso il Soler,