Rassegna storica del Risorgimento
CAMERONI CARLO ; MANIN DANIELE ; SOLER GIUSEPPE
anno
<
1954
>
pagina
<
252
>
252 Carlo Arrigoni
questo momento nell'incartamento camcroniano che lo riguarda, non c'è più. alcuna notizia su di lui fino all'agosto 1854, quando il Ministro dell'Interno ne domanda al Cameroni per la ragione qui Botto indicata.
Ministero dell'Interno Divisione 2"
N. 4648 Oggetto Dottor Soler Torino, 9 agosto 1854.
Il Ministero dell'Interno prega il Sig. Abate Cav. Cameroni di favorirgli le sue informazioni sulla condotta politica e morale del Dottor Soler da Venezia, uno degli esclusi dall'amnistia conceduta dall'Austria nel 1849.
Il Dottore predetto non ha guari è ricorso al Governo Imperiale per ottenere licenza di far ritorno al suo paese e prima di dar corso ad una tale dimanda la Legazione Austriaca in questa residenza desidererebbe esatti ragguagli sul ri~ corrente.
Pel Ministro A. di Monale.
Al Sig. Abate Cameroni Torino
1 Siccome però questa lettera porta la data del 9 agosto e nell'incarto c'è
una lettera del Soler del 14 giugno protocollata il 16, che sembra di accompagnamento a un suo curriculum vitac scritto certo tutto di suo pugno a giudicare dal confronto calligrafico con altri suoi scritti firmati viene da pensare che già prima che il Soler facesse il ricorso al Governo Imperiale o all'atto stesso della stesura del medesimo, erano corse intelligenze col Cameroni e che costui, previdente come sempre oltre che buono, tanto che il Soler ora gli scriverà, come vedremo, adoperando il tu affettuoso invece del voi, si era fatto preparare il curriculum dall'interessato tenendolo pronto per quando, passato il tempo necessario all'espletamento della trafila burocratica, sarebbe venuta la richiesta che infatti venne in data 9 agosto, come abbiamo visto appena ora.
Ecco la lettera del Soler in data 4/6/854 Torino
Carissimo Amico e Cavalliero [sic]
Ti accompagno a seconda delle corse intelligenze, la memoria richiestami.
Golgp l'occasione per riconfermarti la mia stima e pregarti di credermi il tuo
amico /-,. e, ,
wuseppe ooler.
ed ecco la memoria che, scrìtta in terza persona, si legge non senza commozione per il dolore, lo scetticismo che pervade quest'uomo, il disgusto verso tutto e verso tutti, di chi vive miseramente in esilio, la sfiducia che lo ha preso per la santità della lotta da lui combattuta per la sua patria indipendentemente dalla idea politica da lui professata. È mi uomo finito che si compiange anche perchè non si può non paragonarlo ad altri che come lui combatterono tutta una vita per la patria, fissi in un loro ideale e che quando videro questo