Rassegna storica del Risorgimento

CAMERONI CARLO ; MANIN DANIELE ; SOLER GIUSEPPE
anno <1954>   pagina <254>
immagine non disponibile

254 Carlo Àrrigoni
colpa del Soler era successo quel putiferio di cui abbiamo visto solo una parte perchè il resto verrà ora, era troppo pericoloso ed allora eccolo, assistito dal suo buon senso, protocollare l'autografo col n. 2822 in data 11 agosto 1854 e in pari data, col n. 2823 spedire la risposta al Ministro per gli Affari ecclesiastici, di grazia e giustizia, Reggente il Dicastero degli Interni. La quale risposta non è che un rimaneggiamento dell'autografo soleriano da dove un accorto lavoro di lima ha smussato molti angoli cosicché l'abate può presen­tare il protagonista come un uomo che scottato una volta dall'acqua bol­lente, come si suol dire, tema puranco dell'acqua fredda, facendo capire che il ritorno a Venezia non gli farebbe male, anzi egli non saprebbe di poli­tica colà e terminando col dire che se il Soler si abbandonò qualche volta ad escandescenze fu perchè da alcune persone ha creduto di avere dei torti, e da talun'altra era tenuto in istato di esaltazione. Sono anni però che vive da cenobita.
E chissà che il buon abate scrivendo quella lettera che per ragioni di brevità non si riproduce qui per intero e dove sembra affiorare la speranza che il Soler sia esaudito nella sua domanda, non si sia ricordato del colloquio manzoniano tra il Conte Zio e il Padre provinciale dove si accenna a gente che ha sangue nelle vene, ad affaracci di puntiglio che per poco che vadano in lungo, s'estendono, si ramificano, tiran dentro ... mezzo mondo, a un provvedimento prudenziale, un ripiego di comune convenienza, per impedire i sinistri che potrebbero ... mi sono spiegato.
Ma se questa roba, come è noto, riuscì a far andare fra Cristoforo a piedi da Pescarenico a Rimini, che è una bella passeggiata, noi lasciamo andare il Soler al suo destino e torniamo indietro al 1850, che nel giugno di quell'anno si era verificato uno dei sinistri manzoniani e gravissimo, sotto forma di un duello appena ricordato ora, e per la seconda volta, dal Cameroni nella lettera ufficiale al Ministro accennata soltanto, dove si fa anche il nome del chirurgo che curò il ferito:
..... ebbe un duello, nel quale riportò una palla che gli squarciò il cranio e si collocò traversando le cervella in situazione che gli consente tuttora la vita: giudizio del prof. Cortesi che lo curava a Moncalieri; quindi la sua esistenza è un miracolo quotidiano, per alcuni, per tutti una meraviglia.
Era dunque destino che a quel povero Cristo d'un avvocato tutto dovesse andare di male in peggio perchè se l'Austria l'aveva mandato in esilio, se Manin l'aveva messo dentro, se l'abate Cameroni dopo aver accettato il suo libro l'aveva con questo buttato a mare e gli aveva intentato causa, se i suoi confratelli d'esilio l'avevano vituperato scrivendo il suo nome persia sai muri di Torino, se egli si era difeso rendendo di pubblico dominio quel contratto librario col Cameroni, ecco che il destino si incaricava di andare più in là della malizia degli uomini ed a momenti gli faceva chiudere con una morte violenta, una vita di dolore.
Nel giornale La Concordia di lunedi 17 giugno 1850 c'è infatti questa breve notizia di cronaca; Se siamo bene informati, ieri ebbero luogo due duelli, uno tra due ufficiali piemontesi del reggimento " Guardie , l'altro tra due emigrati} quest'ultimo ebbe un fine luttuoso, perchè uno dei conten­denti, il Sìgn, Soler, rimase mortalmente ferito.- alla quale notizia fece eco