Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <218>
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. Qovmi
venire brinante di storico - ebbe a dire di questa società Esperia - appoggiandosi su documenti inediti e rari - nel suo libro la Storia dei fratelli Bandiera , Libro bellissimo, scritto con anima infuocata, nel quale è trasfusa tanta copia d'amor patrio da costituire una let­tura preziosa per i giovani che voglion crescere alle più alte idealità dello spirito umano. Ma per il filo della mia trattazione debbo pur dire, per sommi capi, dei fratelli Bandiera, in quanto che il tentativo di ribellione nell'I. R. Veneta Marina, che culminò nella tragedia compiutasi nel vallone di Rovito, è una delle più sublimi pagine dei martirologio italiano.
Nel 1842 Attilio Bandiera corrisponde con Giuseppe Mazzini. U grande comprese subito il generoso che gli scriveva. Ma non è esatto, come fu asserito da Girolamo Cappello nel suo volerne Le Famiglie Bandiera e Graziarli nel Risorgimento d'Italia, che l'Esperia fosse una diramazione della Giovane Italia . La società segreta che s'era diffusa nell'I. R. Veneta Marina sorse parallelamente a quella mazzi­niana per un medesimo scopo, ma non per incitazione di questa. Di­venne una dipendenza della Giovane Italia solo dopo una lunga corrispondenza fra il Bandiera e l'apostolo e la visita che questi ebbe in Londra da un ufficiale veneto affigliato all'Esperia, Domenico Moro, giunto in Inghilterra sull'I. R. corvetta Adria.
L'infiltrazione dei sentimenti nazionali s'era talmente estesa nel l'armata ohe il Radaelli - l'ufficiale che ebbe l'invito da Attilio Ban­diera d'affigliarsi alla società segreta, come vedemmo poco fa - scrive: Nel 1843, tempo nei quale mi ridussi a Venezia (era stato distac­cato dalla divisione di Levante a quella dell'Adriatico) potevasi calco­lare che due terzi degli ufficiali della marina eransi affigliati alla nostra società politica.
Ma fra questi generosi s'insinua il velenoso serpe del delatore. L'Austria di Mettermeli, insospettita, incominciò a tramare le sue so­lite reti poliziesche, per le quali va famosa fra i governi assoluti. Ra-detzfcy informava il comandante generale della Marina, Amilcare Paoluoci delle Roncole, ch'era succeduto al Dandolo, delle cospipÈaponi scoperte nella fiotta, e in un memoriale all'imperatore scriveva : Sa­rebbe ridicolo pensare, in caso di guerra con uno Stato marittimo, Uscire incontro al nemico con la nostra flotta .
Intanto dalla Medea il contrammiraglio Bandiera, con suo figlio Attilio, trasborda sulla Bellona di stazione a Smirne. L'altro suo figlio, Emilio, anch'egli affigliato all'Esperia, aiutante di bandiera del co­mandante generale della Marina, che trovavasia Venezia, saputo della delazione compiuta a danno della loro Società, fugge e va incontro ad Attilio, che a sua volta era fuggito dalla fregata Bellona. La tra-