Rassegna storica del Risorgimento

GRECIA ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <259>
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Sui giornali delFemigrazione italiana in Grecia, ecc. 259
grazionc politica nel perìodo risorgimentale. In genere si tratta di elementi particolarmente dotati, e, molto sovente, di primissimo ordine: nel complesso si è ben oltre rispetto a quella che potrebbe considerarsi la media non della popolazione italiana del tempo nel suo insieme ma ai badi bene di quella parte di essa intellettualmente e moralmente più qualificata. Ora, si ponga mente alla posizione di elementi di tale valore trapiantati in ambienti in una fase evolutiva politicamente e culturalmente meno avanzata di quelli da cui essi provenivano. L'impronta che essi erano destinati a segnare nelle terre del loro esilio non poteva certo essere del tutto superficiale e passeggera*. E ciò anche per una ragione specifica, e cioè che essi si presentavano come banditori di quei principi di nazionalità e combattenti di quelle idee di li­bertà, quei principi e quelle idee da cui proprio in quel volgere di anni anche i popoli balcanici stavano incominciando a prendere incitamento per la bat­taglia destinata poi a rivelarsi tanto lunga e sanguinosa ingaggiata per la conquista della loro indipendenza.
Ma c'era un altro elemento ancora che contribuiva a rendere più pro­fonda l'influenza dei nostri emigrati politici sulle popolazioni in seno alle quali essi avevano trovato ospitalità: il fatto precisamente che essi si inserivano nel solco di una tradizione ultrasecolare, per la quale le genti italiane e quelle balcaniche erano state ed erano così come sono oggi, e sempre saranno in avvenire strettamente accomunate. Ciò non soltanto in forza della rispettiva posizione geografica dei loro paesi, ma per gli intrecci anche delle loro vicende storiche, e per i legami economici e spirituali tra di esse costi­tuitisi e cementatisi nel tempo.
Sussistevano insomma delle condizioni particolarmente favorevoli perchè l'influsso dei nostri emigrati politici nelle terre balcaniche potesse allora agire in profondità. Ovviamente, ciò non poteva verificarsi nella stessa maniera in tutte le zone, in quanto tra di esse intercorrevano differenze note­volissime connesse soprattutto alla loro specifica situazione politica. Nelle regioni sotto il diretto dominio turco, così, la pressione esercitata dalle auto­rità governative era tale che ben poco poteva rimanere au'iniziativa dei sin­goli al di fuori del campo delle attività di stretto ordine materiale. Malgrado questo stato di cose, emigrati italiani trovarono modo di sistemarsi un po' dappertutto nei diversi paesi della regione balcanica.
Non si tratta eccetto che per la Grecia se non di elementi isolati o di piccole collettività, di cui è impresa irta di molteplici difficoltà tentar oggi di ricostruire le vicende. Si può peraltro affermare che nel periodo risor­gimentale non vi fu zona della regione balcanica che non abbia avuto ad ospitare in numero più o meno grande, e per soggiorni più o meno lunghi emigrati politici italiani. Non è il caso al proposito di dilungarci in elenca­zioni di nomi,3) essendo sufficiente ai fini dell'indagine che qui si vuol abboz­zare poter affermare soltanto che, attraverso le correnti della nostra cmigra-
1.) in argomento molteplici luti possono essere offerti dalla consultazione delle seguenti opere. F. RoccmscxANI, Gli italiani in Granfa, Bari, 191; A. GALANTI, VAlbania nei suoi rap­porti con la storia e la civiltà d'Italia. Città di Castello, 1916; 13. CANICMA Italia e Albania-, Roma, 1925; P, Ctorcn, Bibliografia dà Montenegro, Roma, 1925.
Da questa annotazione bibliografica sono volutamente escluse le pubblicazioni relative alla Romania, accedendosi da porte nostra all'opinione elio questo paese, sebbene la sua storia