Rassegna storica del Risorgimento
GRECIA ; GIORNALISMO
anno
<
1954
>
pagina
<
261
>
Sui giornali dell'emigrazione italiana in Grecia, ecc. 261
L'affermazione di questo particolare risultato della nostra emigrazione politica nei paesi balcanici si basa su una duplicità di fattori. Il primo già accennato che è quello della composizione qualitativa in genere notevolmente elevata dell'emigrazione stessa, che, come tale appunto, era destinata, in varia maniera, a trovare la via per affermarsi in ambienti che quali quelli in cui veniva a trovarsi ospitata non erano certo in una fase di sviluppo tra le più avanzate. Il secondo rappresentato dal fatto che di questa costruttiva azione si può parlare non in base a generiche induzioni, ma facendo riferimento ad alcunché di concreto che di essa resta oggi diretta testimonianza così come a suo tempo ne è stata strumento tra i più efficienti.
Si intende con ciò alludere agli organi di stampa periodica cui i nostri emigrati politici diedero vita in alcune zone dei paesi balcanici durante il perìodo del nostro Risorgimento nazionale.
Giornali italiani comparvero infatti a più riprese in varie città della Grecia. Non si tratta di un elenco molto lungo, ma alla relativa esiguità del numero supplisce il significato di queste pubblicazioni. Esse occorre subito rilevarlo , di fronte ai giornali della nostra emigrazione politica in altri paesi, avevano una nota distintiva e, se si vuole, un vantaggio: quello cioè di non indirizzarsi solo alle nostre collettività, ma anche alle popolazioni locali, e specie alle classi colte, alle quali la lingua nostra era familiare, per una tradizione formatasi da secoli e che ancora, per quanto in declino, durava e resisteva.l)
Il primo giornale italiano apparso in Grecia giornale che fu anche uno tra i primissimi sorti in paesi stranieri ad opera di nostri emigrati politici fu il Telegrafo greco.
E questo un piccolo giornale, ma che peraltro racchiude un grande interesse storico. Il foglio vide infatti la luce in Missolungi pochi mesi dopo che la città era stata liberata dal primo assedio da cui era stata cinta dalle forze turche. La vita del giornale si protrasse per due anni tra il 1824 e il 1825 anche per l'appoggio ad esso dato dal Byron,2) il quale tuttavia cercava con una certa intransigenza di imporre i suoi particolari punti di vista, come quello, ad esempio, di assoggettare le notizie e gli articoli da pubblicare ad una sorta di vera e propria censura preventiva. La presenza del Byron tra i patrocinatori del Telegrafo greco merita di essere specialmente sottolineata, tenuti presenti anche gli elementi schiettamente italiani di cui proprio prima che lo chiamasse al supremo cimento il grido della risorgente libertà ellenica si erano nutriti il suo cuore e il suo pensiero nel corso del suo soggiorno in Genova, fremente pur dopo l'annessione al Piemonte di mai sopito spirito repubblicano. Dall'essere ispiratori delle sue pagine personalità come il Byron appunto, il giornale si avvantaggiò in maniera più che apprezzabile, assumendo un'impostazione che, pur tenendo conto delle esigenze pratiche, si appalesava organica ed elevata quale non molto sovente si riscontra in pubblicazioni del genere.
i) Circa la diffusione della lingua italiana in Grecia, e in ispecie nelle Isole Jonie, dati di particolare interesse sono riportati da G. FUMAGALLI, La stampa periodica italiana all'estero, Milano. 1909, p. 117.
2.) Cfr, E. DEL CERRO, Lord Byron a Miisolunghi (da un giornale del tempo), ne La vita italiana, 16 novembre 1897, p. 817.